Il sole è amico della pelle, ma attenzione alle scottature!

Il melanoma è il più aggressivo e temuto tumore della pelle, con un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni: in Italia sono oltre 100.000 le persone colpite e 10.000 i nuovi casi ogni anno. L’esposizione ai raggi UV del sole e delle fonti artificiali è il principale fattore di rischio. Il melanoma sta diventando sempre più frequente tra i giovani adulti di 20-30 anni e rappresenta il terzo tumore per incidenza sotto i 30 anni in tutti e due i sessi, nel maschio dopo tiroide e testicolo, nella donna dopo mammella e tiroide.

In Italia un bambino su 4 ha riportato almeno una scottatura solare nel corso della propria vitae in un caso su dieci si tratta di una scottatura recente. Grazie alle campagne di sensibilizzazione, rispetto al passato c’è maggiore consapevolezza sui danni del sole, l’85% dei bambini utilizza creme solari ad alto fattore di protezione, ma questi progressi lasciano ancora “scoperta” una quota consistente della popolazione – tra il 15 e il 20% – refrattaria a proteggersi con creme, magliette o cappellini.

Questi dati sono emersi da uno studio epidemiologico condotto tra il 2015 e il 2016 su oltre 12.000 alunni delle scuole elementarida IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, e GISED – Gruppo Italiano Studi Epidemiologici in Dermatologia, sulla consapevolezza del melanoma e della corretta esposizione al sole nella popolazione, nell’ambito del progettoeducazionale “Il Sole per amico”.

Emerge cheil 25,5% dei bambini ha riportato almeno una scottatura solare nel corso della vita, con una maggiore incidenza tra gli alunni del Sud e le isole (28,2) e il 9,4% dei bambini almeno una scottatura nei dodici mesi prima della rilevazione. Circal’85% del campione utilizza qualche volta o semprecreme solari, il 73,5% il cappellino, il 73,6% la maglietta, il 54,2% gli occhiali da sole. Permane quindi uno “zoccolo duro” di popolazione (circa il 15%) che manifesta livelli non adeguati di consapevolezza e comportamenti non idonei riguardo all’uso di lettini abbronzanti, protezione solare e storia di conseguenti ustioni.

Il confronto con uno studio analogo condotti dal Gruppo GISED nel biennio 2000-2002 mostra che il comportamento degli italiani rispetto all’esposizione solare è migliorato negli ultimi 15 anni, con una diminuzione del numero di scottature riportate nei 12 mesi precedenti passate dal 13,8 al 9,4 per cento mentre l’uso di schermi solari è aumentato dal 71% nel 2002 all’85% nel 2016. Dati che confermano la necessità di promuovere campagne educative non sporadiche in un arco di tempo prolungato per ottenere cambiamenti significativi in termini di comportamenti corretti nell’esposizione solare.

«Apprendere da piccoli le regole che servono ad esporsi con giudizio al sole e a difendere la pelle, significa ridurre il rischio di tumori cutanei per tutta la vita». Lo spiega il Dottor Paolo Broganelli, Dermatologo responsabile della Struttura Semplice di Prevenzione dei Tumori cutanei della Città della Salute e della Scienza di Torino.


Ci spieghi Dottore.

Nella fascia d’età sotto i 15 anni il melanoma è veramente raro anche se eccezionalmente può presentarsi, ma è proprio nelle prime decadi di vita che bisogna intervenire per educare bambini e ragazzi ad un’adeguata esposizione solare in modo da evitare i danni dei raggi ultravioletti che potrebbero favorire l’insorgenza del tumore anche a distanza di decenni. Sensibilizzare i più piccoli significa tutelare la loro salute, prevenendo il rischio melanoma da giovani adulti.

Chi sono i soggetti più a rischio?

Sono tradizionalmente tutte le persone con carnagione e occhi chiari, i cosiddetti fototipo bassi, con capelli biondo-rossi-castani, efelidi e tendenza a scottarsi e a non abbronzarsi affatto o poco lentamente. Sono a rischio anche le persone che presentano numerosi nei, familiarità o storia personale di melanoma.

Esistono regole di fotoprotezione?

Sì, e le principali sono: evitare le esposizioni eccessive e le conseguenti scottature, soprattutto se si ha un fototipo 1 o 2; esporsi sempre gradualmente; evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata; utilizzare indumenti quali cappello con visiera, camicia o maglietta e occhiali da sole; usare creme solari adeguate al proprio fototipo.

Quali sono i sintomi nel melanoma?

I sintomi sono assenti o quando presenti sono poco apparenti e tardivi. Prurito persistente a carico di un nevo, per esempio. Anche le modalità di autodiagnosi non possono essere molto affidabili anche se insistiamo molto sulla necessità dell’auto osservazione. Ogni persona dovrebbe tentare di conoscere al meglio la propria pelle per individuare un’eventuale macchia che cresce. Il melanoma non presenta purtroppo standard di forme e colori, ma cresce di dimensioni e spesso ha un aspetto che lo rende diverso dagli altri nevi presenti.

Come si previene il melanoma?

Si previene solo con una diagnosi precoce, la quale efficacia dipende da noi dermatologi che negli ultimi anni abbiamo dovuto affinare le nostre capacità diagnostiche. Ma dipende anche e soprattutto dai cittadini che, anche se non hanno notato nulla di apparentemente modificato sulla loro pelle, devono sottoporsi annualmente ad una visita di prevenzione.

Cosa c’è di nuovo nel campo della diagnosi?

Oggi il dermatologo, grazie all’utilizzo di strumenti come il dermatoscopio (microscopia ad Epiluminescenza in vivo), è in grado di effettuare una corretta diagnosi delle lesioni pigmentate della cute. Il melanoma, se asportato precocemente, ha una percentuale di guarigione prossima al 100% con un intervento chirurgico eseguibile in anestesia locale della durata di pochi minuti.

 Quali sono le novità nella cura?

Come in altri campi dell’oncologia e della medicina in genere, i recentissimi progressi in campo biomolecolare hanno permesso di individuare nuovi target molecolari e immunologici portando alla sperimentazione di nuovi farmaci che hanno migliorato sensibilmente la sopravvivenza dei pazienti con malattia metastatica. L’evoluzione più importante è, però, la possibilità di utilizzare queste terapie prima del possibile sviluppo delle metastasi e quindi migliorare non solo la qualità di vita, ma soprattutto la sopravvivenza. Queste terapie, che vengono dette “adiuvanti”, consentono vantaggi concreti se iniziate in breve tempo dopo l’intervento chirurgico di rimozione del melanoma ed è quindi fondamentale una stretta collaborazione tra la fase diagnostica, quella chirurgica e quella farmacologica.

Che cos’è il melanoma

E’ tumore maligno della pelle, che origina dalla cute sana e, solo nel 20 % dei casi, è legato ad una trasformazione di un nevo pre-esistente. Fino a 20 anni fa era una patologia considerata rara.

Oggi la sua incidenza è andata progressivamente aumentando in tutta la popolazione occidentale, con una crescita annua del 4% circa.

Ad oggi in Italia si stimano circa 14 mila nuove diagnosi all’anno e la maggior parte di essi non avrà ricadute sulla salute generale grazie alla diagnosi precoce.

Solo in Italia si contano circa 1800 decessi ogni anno a fronte di una patologia visibile sin dal suo esordio e che nella maggior parte dei casi impiega alcuni anni prima di compromettere la vita del soggetto colpito.

I fattori di rischio

Le persone più a rischio sono quelle che hanno una o più delle seguenti caratteristiche:

  • modificazione evidente e progressiva di un neo;
  • comparsa di un nuovo neo in età adulta;
  • soggetti già trattati per melanoma;
  • familiarità per melanoma (altri casi di melanoma in famiglia);
  • uno o più nei di diametro superiore a 5 millimetri e di forma irregolare;
  • presenza di uno o più nei congeniti grandi;
  • elevato numero di nei;
  • capelli biondo-rossi, occhi chiari, carnagione particolarmente bianca ed estremamente sensibile al sole;
  • presenza di lentiggini;
  • frequenti scottature durante l’infanzia e l’adolescenza;
  • frequente esposizione a radiazioni ultraviolette artificiali di lampade abbronzanti o lettini solari.

I numeri a Torino

Torino è la città italiana con la maggior incidenza di melanoma e il trend è in costante aumento. L’Istituto di Anatomia patologica della Città della Salute di Torino ha diagnosticato circa 650 melanomi nel 2017 e circa 700 nel 2018. Per avere un confronto con il passato, nel 1976, presso lo stesso Servizio, erano stati diagnosticati 34 melanomi e nel 2011 erano stati 400 i nuovi casi.

Questi dati sono relativi al Centro che da sempre è considerato il polo oncodermatologico di riferimento della provincia di Torino e non conteggia i casi di melanoma individuati e rimossi in altri ospedali come l’IRCC di Candiolo, l’ospedale Gradenigo e tutti gli altri presidi ospedalieri di Torino e provincia. Nonostante questo, la mortalità continua ad attestarsi al di sotto del 12%, grazie al lavoro congiunto della diagnosi precoce, della rapidità d’intervento dei servizi di chirurgia e delle innovazioni terapeutiche.

10 cosa da sapere e da fare prima di esporsi al sole

  1. Evita le esposizioni eccessive e le conseguenti scottature soprattutto se hai un fototipo 1 o 2.Esponiti gradualmente per consentire alla tua pelle di sviluppare la naturale abbronzatura.
  2. Proteggi soprattutto i bambini, quelli al di sotto di un anno non devono essere esposti al sole.
  3. Evita di esporti al sole nelle ore centrali della giornata (11.00-15.00 ora legale).
  4. Utilizza indumenti, cappello con visiera, camicia o maglietta e occhiali da sole.
  5. Approfitta dell’ombra naturale o di ombrelloni, tettoie, eccetera.
  6. Usa creme solari adeguate al tuo fototipo, con filtri per i raggi UVA e UVB; in caso di allergia o intolleranza al sole consulta il dermatologo.
  7. Le creme solari devono essere applicate in dosi adeguate e più volte durante l’esposizione.
  8. Alcune sedi sono da proteggere in modo particolare: naso, orecchie, petto, spalle, cuoio capelluto se calvi.
  9. Evita l’utilizzo delle lampade abbronzanti, che invecchiano ancor più precocemente la pelle e sono vietate ai minori.

Da “Nuova Speranza“, il magazine dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus – 2019 – n. 1

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