Il sole è amico della pelle se preso in maniera corretta. Parla l’esperto: come prevenire le scottature per evitare l’insorgenza dei tumori cutanei

«Il sole è amico della pelle, ma attenzione alle scottature». Questa è la raccomandazione dei dermatologi ogni volta che arriva l’estate e tutte le volte che ci esponiamo al sole. Prima però di arrivare al concetto di scottatura solare bisogna sapere che esistono due tipi di esposizioni solari scorrette: la prima è l’esposizione che porta alle scottature, soprattutto nelle persone con pelle chiara, quindi il sole preso in maniera intensa, magari durante l’estate, in luoghi dove c’è un intenso indice Uv. La seconda è l’esposizione di persone che passano lunghi periodi di tempo, ore, giorni, settimane, mesi al sole, anche per motivi lavorativi.

Le scottature – intese sotto forma di rossore dolente con le bolle – sono pericolose perché sono appunto un segno di esposizione solare scorretta, elevata, non adeguata, che ci fa male. Per questo sono da evitare. Ci spiega come fare, il Professor Pietro Quaglino, dermatologo presso l’ospedale San Lazzaro della Città della Salute e della Scienza di Torino e medico dell’Associazione Prevenzione Tumori di Torino.

Partiamo proprio da qui. Esporsi al sole –  al mare, in montagna, in collina oppure in città – fa bene al nostro corpo ma la pelle deve essere protetta contro le scottature che possono determinare, nel lungo periodo, lo sviluppo di un tumore. E’ cosi?

Il sole ha tanti effetti benefici favorevoli: dà calore, dà benessere, regola molte funzioni ormonali endocrinologiche, aiuta a sintetizzare la vitamina D che è importante per il buon metabolismo delle ossa. Ha sicuramente degli importanti effetti positivi che non dobbiamo dimenticare, soprattutto nella stagione estiva. Ma dobbiamo sensibilizzare le persone su un concetto molto importante: il sole, se preso in maniera non adeguata e scorretta, può avere degli effetti sfavorevoli.

Perché?

Perché le radiazioni ultraviolette, UVB ma anche UVA, portano a delle alterazioni nella pelle: gli UVB direttamente sul patrimonio  genetico, gli UVA comportano invece un danno più ossidativo. Tutto questo può facilitare, collaborare, determinare, insieme ad altri cofattori – come pelle chiara, per esempio – lo sviluppo di un tumore della pelle, soprattutto il melanoma, che è il più grave, ma anche altri tumori come gli epiteliomi.

Di Liliana Carbone

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