Tumore del colon retto: l’importanza della diagnosi precoce con una visita di controllo

Con il Dottor Marco Ettore Allaix, medico chirurgo presso l’Ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino e dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte entriamo nel merito della visita di controllo che i Soci dell’Associazione Prevenzione Tumori eseguono per prevenire il tumore del colon retto.

Una neoplasia che ha numeri importanti. Nel 2018 il Piemonte ha registrato 4.050 nuovi casi di tumore, contro i 4.350 diagnosticati nel 2017, di cui 2.400 uomini e 1.950 donne. In Italia sono state stimate circa 53.000 nuove diagnosi nel 2017 (30.000 uomini e 23.000 donne). Sia tra gli uomini (16% di tutti i nuovi tumori) che tra le donne (13%) si trova al secondo posto, preceduto rispettivamente dalla prostata e dalla mammella. Ecco perché è importante la Prevenzione.

Dottor Allaix, ci spiega perché è importante la visita di controllo dell’Associazione per prevenire il tumore del colon retto?
Perché permette di identificare soggetti portatori di fattori di rischio o con “campanelli d’allarme” per lo sviluppo di un carcinoma colorettale. A questi individui viene consigliata una colonscopia completa (esame diagnostico che consente di esaminare la mucosa del colon inserendo, attraverso l’ano, un tubo sottile e flessibile che viene fatto avanzare lentamente mentre si introduce aria per distendere le pareti dell’intestino) che è dimostrato essere il più efficace per la prevenzione e il trattamento delle neoplasie colorettali in stadio iniziale. Ogni anno vengono in visita circa 300 persone, tra cui anche soggetti giovani di età inferiore ai 40 anni.

A partire da quale età consiglia un controllo preventivo?
Consiglio, in assenza di famigliarità per cancro colorettale, di iniziare i controlli preventivi all’età di 50 anni con una colonscopia completa. Se la colonscopia è negativa, il controllo endoscopico andrebbe ripetuto ogni 5 anni in assenza di sintomi. Tra una colonscopia e l’altra, la ricerca del sangue occulto fecale, in associazione ad una visita medica come quella che proponiamo con l’Associazione, rappresenta il modo meno invasivo per prevenire i tumori del colon-retto.

In che cosa consiste la visita?
In un breve questionario in cui si prende nota dell’età del soggetto che viene in visita, la famigliarità per neoplasie colorettali e di altri distretti, le patologie associate, eventuali pregressi interventi o procedure sul colon-retto, i sintomi. Successivamente si procede all’esplorazione rettale per valutare la presenza di eventuale sangue macroscopicamente evidente e/o di lesioni partendo dalla parete rettale. Infine, si consegna il campione per la ricerca del sangue occulto fecale.

Ci parli del test per la ricerca del sangue occulto nelle feci.
Si tratta di un esame completamente gratuito che può essere effettuato a casa il mattino del sabato in cui si porta il campione o nei due giorni precedenti (in tal caso il campione va mantenuto in ambiente fresco). Il test ha l’obiettivo di identificare la presenza di sangue non macroscopicamente evidente, ma tuttavia presente nelle feci.

Quando è possibile ritirare i risultati?
I risultati vengono riportati sul foglio della visita la mattina stessa, con un’attesa di circa 15 minuti.

Ci sono stati casi in cui ha diagnosticato un tumore?
In alcuni casi, questo programma di prevenzione ha permesso di diagnosticare dei polipi, che sono stati asportati endoscopicamente, e di carcinomi che sono stati trattati chirurgicamente in maniera radicale per via laparoscopica.

Questi casi fanno riflettere sull’importanza di una diagnosi precoce, non è vero?
Assolutamente sì. Sono tutti casi paucisintomatici (con scarsità di sintomi) in cui le domande precise poste dal medico specialista, la visita e la ricerca del sangue occulto fecale, hanno permesso una diagnosi precoce e un trattamento con ottimi risultati oncologici. Il cancro colorettale è attualmente uno dei pochi tumori che si giova della diagnosi precoce.

Cosa chiedono le persone che si rivolgono all’Associazione Prevenzione Tumori?
Si rivolgono per sapere se hanno dei fattori di rischio o sintomi correlabili al cancro colorettale. Attualmente, soprattutto per motivi di budget, c’è resistenza nel prescrivere la colonscopia da parte di molti medici di famiglia, l’Associazione si pone l’obiettivo di coprire questo gap cercando di intercettare coloro che sono a maggior rischio di sviluppare un tumore del colon-retto.

Qual è invece la principale paura?
E’ legata all’emissione di sangue dall’ano, anche se è tuttora radicata nel pensiero comune che vi sia differenza tra un sanguinamento “buono” (rosso vivo) e un sanguinamento “cattivo” (rosso scuro). In secondo luogo, la paura di dover portare una stomia (apertura creata chirurgicamente sulla parete addominale per consentire la fuoriuscita di feci che vengono raccolte in un sacchetto), in caso di diagnosi tumore colorettale è un’altra motivazione per cui le persone vengono in visita.

Perché è tanto temuto il tumore del colon retto?
Perché, se non diagnosticato precocemente, è associato a sintomi come il sanguinamento, l’occlusione intestinale e ai sintomi associati alle metastasi a distanza.

Quali sono i fattori di rischio per questo tumore?
L’etiopatogenesi (le cause e il loro meccanismo di azione) di questo tumore è multifattoriale: componente genetica (famigliarità) e componente ambientale (cibi e inquinanti).

E i sintomi?
I sintomi principali sono: alterazione dell’alvo (modalità di evacuazione), comparsa di sangue e/o muco nelle feci, tenesmo rettale (stimolo costante ad evacuare), senso di incompleto svuotamento, dolore addominale, incontinenza, affaticamento correlato all’anemia in caso di sanguinamento cronico, massa addominale.

Oltre ad una visita di controllo preventiva come si può prevenire questo tumore?
Con una alimentazione varia e possibilmente genuina a base di scorie (per fare qualche esempio: frutta, verdure, legumi e cereali integrali).

Quali sono le novità nel campo della ricerca scientifica per quanto riguarda la diagnosi e la cura di questo tumore?
Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli progressi nell’ambito delle procedure endoscopiche, della ricerca del sangue occulto e della diagnostica. Il trattamento chirurgico è per lo più effettuato per via laparoscopica con ridotto discomfort per il paziente.

Infine, che consiglio si sente di dare a chi sta pensando di sottoporsi ad una visita di controllo ma ha ancora resistenze e timori?
Le resistenze e i timori non sono fondati poiché derivano dalla mancanza di conoscenza dell’argomento specifico. I timori possono solo venire dopo la diagnosi di tumore, non al momento della visita preventiva.

Liliana Carbone

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