LE 12 REGOLE DEL

Codice Europeo
contro il cancro

Il “Codice Europeo contro il cancro” interessa le azioni che i singoli cittadini possono compiere per contribuire alla prevenzione del cancro. Attraverso queste 12 raccomandazioni si informano i cittadini sui comportamenti che ciascuno può adottare nella propria vita di tutti i giorni per avere corretti stili di vita e dunque diminuire il rischio di sviluppare un tumore. 

ECCO I 12 MODI PER RIDURRE IL RISCHIO DI CANCRO

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1. Non fumare. Non consumare nessuna forma di tabacco. 

Il fumo di sigarette rappresenta il più importante fattore di rischio nell’insorgenza del carcinoma del polmone e questo rischio trova un incremento nella quantità di sigarette fumate e nella durata dell’abitudine al fumo. 

Il fumo di tabacco, definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “la prima causa di morte facilmente evitabile” è responsabile, ogni anno, nel mondo del decesso di 8 milioni di persone delle quali 900.000 soggetti “non fumatori” ammalati a causa del fumo passivo. Secondo il Ministero della Salute, in Italia, ogni anno i decessi relativi al fumo di sigarette sono oltre 80.000. Smettere di fumare determina un importante riduzione del rischio.

Secondo i dati forniti dall’ISTAT, i soggetti fumatori sono circa 10 milioni con una percentuale del 22.4% per gli uomini e del 14.7% per le donne con una prevalenza globale del 18.4%. Il fumo di tabacco risulta maggiormente diffuso nella fascia di età compresa tra i 20 e i 44 anni.

Il consumo medio giornaliero è di circa 12 sigarette per soggetto, ma un quarto dei fumatori ne consuma oltre un pacchetto. Il rischio relativo per l’insorgenza di un tumore maligno del polmone dei soggetti fumatori rispetto ai “non fumatori” risulta aumentato di 14 volte e si incrementa ulteriormente a 20 volte nei forti fumatori (oltre 20 sigarette al giorno). I soggetti “non fumatori”, in quanto esposti al fumo passivo, presentano un aumento del rischio relativo di sviluppare una neoplasia maligna del polmone nel corso della loro vita.

Il fumo prodotto dalla combustione del tabacco contiene circa 4mila sostanze chimiche tra le quali sono inclusi almeno 200 veleni (DDT, arsenico, derivati del cianuro, formaldeide, ammoniaca, acetone, monossido di carbonio), numerose sostanze irritanti e cancerogene. Nel fumo sono anche presenti elementi radioattivi (isotopi radioattivi). Fumando 30 sigarette al giorno l’epitelio bronchiale viene esposto ad una dose di radiazioni equivalente a 300 radiografie del torace.  Numerosi sono gli organi del corpo danneggiati dal fumo di tabacco: i più colpiti sono l’apparato respiratorio e l’apparato cardio-vascolare. 

Sono state identificate 27 malattie correlate con il fumo di tabacco in cui la gravità del danno fisico risulta direttamente correlato con l’entità complessiva del suo abuso. 

In particolare sono determinanti l’età di inizio del fumo di sigaretta, il numero di sigarette giornaliere, il numero di anni di fumo, l’inalazione più o meno profonda del fumo. Il fumo di sigarette risulta pertanto responsabile, oltre al tumore del polmone, bronchite cronica, enfisema polmonare e a malattie cardio-vascolari, anche di gravi patologie a carico della vescica, rene, pancreas, fegato, stomaco, esofago, cavità orale.

La dipendenza alla nicotina contenuta nelle sigarette costituisce l’ostacolo principale per smettere di fumare, tuttavia giocano un ruolo importante anche fattori di natura psicologica e sociale. Per questo motivo non esiste un metodo valido per tutti. 

Il fumo sta diventando un problema soprattutto femminile. Le donne iniziano a fumare sempre più in un numero superiore e sempre più in giovane età (11-12 anni) ed è stato osservato che il sesso femminile presenta un maggiore rischio di sviluppare un tumore del polmone rispetto agli uomini per una maggiore suscettibilità alle sostanze cancerogene del tabacco. 

Le fumatrici che fanno uso anche di estro-progestinici possono incrementare ulteriormente il rischio di malattie coronariche e di trombosi venosa periferica. 

Altre patologie correlate al fumo nel soggetto femminile sono rappresentate da neoplasie dell’utero, leucemia mieloide acuta, neoplasie epatiche e del colon-retto, tumore della tiroide, tumore della mammella, alterazioni mestruali, ritardi nel concepimento e infertilità. 

E’ da sottolineare come il fumo sia responsabile nel 40% dei casi di distacco della placenta e come possa anticipare la menopausa di circa due anni.

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2. Rendi la tua casa libera dal fumo

SOSTIENI LE POLITICHE CHE PROMUOVONO UN AMBIENTE LIBERO DAL FUMO SUL TUO POSTO DI LAVORO

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3. Attivati per mantenere un peso sano

COME SAPERE SE SI È IN SOVRAPPESO OPPURE OBESI

È molto facile!
Basta fare un calcolo: dividere il proprio peso in chili per il numero che si ottiene moltiplicando il valore dell’altezza in metri per se stesso. Ad esempio: peso 70 kg, altezza 1,60 m.: 70 diviso (1,60×1,60)=27,3.
Il numero ottenuto è l’Indice di Massa Corporea (o Body Mass Index, BMI); quando questo numero è inferiore a 25 il soggetto non è sovrappeso; quando il numero è compreso tra 25 e 30 il soggetto è sovrappeso; quando il numero è superiore a 30 il soggetto è obeso. Il sovrappeso non è comunque da trascurare perché altrimenti può peggiorare in obesità.

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4. Svolgi attività fisica ogni giorno. Limita il tempo che trascorri seduto. 

 

Anche se l’intensità e le diverse forme di esercizio fisico possono variare tra le singole persone, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato le ‘Global recommendations on Physical activity for Health’, in cui definisce i livelli di attività fisica raccomandata per la salute, distinguendo tre gruppi di età:

almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive. Per i ragazzi, oltre agli effetti benefici generali sulla salute, l’attività fisica aiuta l’apprendimento, rappresenta una valvola di sfogo alla vivacità tipica della giovane età, stimola la socializzazione e abitua alla gestione dei diversi impegni quotidiani.

almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 minuti di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) in sessioni di almeno 10 minuti per volta, con rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana.

Le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.

Per gli anziani, l’evidence dimostra che svolgere attività sportive aiuta a invecchiare bene, aumenta la resistenza dell’organismo, rallenta l’involuzione dell’apparato muscolare, scheletrico e cardiovascolare e ne traggono giovamento anche le capacità psico-intellettuali.

In primis si attua una prevenzione significativa sulle malattie cardiovascolari in quanto si stimola e allena il miocardio, si mantiene stabile il livello di glicemia nel sangue e di conseguenza la sensibilità insulinica, si riducono i livelli di colesterolo LDL – “cattivo” – e le patologie come l’arterosclerosi.

Da un punto di vista ormonale praticare attività fisica stimola il rilascio di endorfine, come la serotonina, attiva maggiormente il metabolismo ossidativo e glucidico e i nostri sistemi specifici endogeni per la produzione di energia rendendo il nostro organismo più efficiente.

Gli stimoli meccanici inevitabilmente rinforzano il sistema muscolo-scheletrico favorendo il rinforzo del tessuto muscolare e il rimodellamento osseo con conseguente mineralizzazione del tessuto, che rallenta e contrasta un’eventuale patologia osteoporotica.

Le cartilagini traggono benefici dalla stimolazione di carico-scarico, dal momento che favorisce la condrogenesi (formazione di tessuto cartilagineo) e quindi a mantenere le nostre articolazioni più “lubrificate”.

Studi dimostrano quanto l’attività fisica possa combattere l’avvento di malattie di natura cronico-degenerativa del sistema nervoso: l’attività neuronale è stimolata dall’esercizio fisico in maniera ottimale.

Il Ministero della Salute spiega: “Muoversi quotidianamente produce effetti positivi sulla salute fisica e psichica della persona”.

Gli studi scientifici che ne confermano gli effetti benefici sono ormai innumerevoli e mettono in luce che l’attività fisica:

  • migliorando la tolleranza al glucosio riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2
  • previene l’ipercolesterolemia e l’ipertensione;
  • diminuisce il rischio di sviluppare malattie cardiache e diversi tumori, come quelli del colon e del seno;
  • riduce il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e altre malattie cardiache;
  • previene e riduce l’osteoporosi e il rischio di fratture, ma anche i disturbi muscolo-scheletrici (per esempio il mal di schiena);
  • riduce i sintomi di ansia, stress e depressione.
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5. Segui una dieta sana

  • consuma molti e vari cereali integrali, legumi, frutta e verdura. 
  • limita i cibi ad elevato contenuto calorico (alimenti ricchi di zuccheri o grassi) ed evita le bevande zuccherate. 
  • evita le carni conservate; limita il consumo di carni rosse e di alimenti ad elevato contenuto di sale. 

LE REGOLE PER AVERE UN CORRETTO RAPPORTO CON IL CIBO

Ad esempio, consumare frutta e verdura di stagione, in base a quello che la natura offre in ogni momento dell’anno, permette di avere alimenti più salutari sulle nostre tavole, non trattati con grandi quantità di pesticidi. Così si rispetta anche l’ambiente e si spende di meno.

Anche la scelta dei condimenti è importante: preferire quelli naturali, non sottoposti a ulteriori lavorazioni – primo tra tutti l’olio extravergine di oliva – ha dimostrato una certa efficacia nel controllo di alcune malattie metaboliche, come l’aterosclerosi e il diabete mellito, oltre a possedere alcune sostante antiossidanti (polifenoli e tocoferoli).

Limitare l’assunzione di sale, preferendo erbe aromatiche e spezie per insaporire i cibi, aiuta a ridurre il rischio cardiovascolare: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) limita l’assunzione del sale a 5 grammi al giorno, incluso quello già naturalmente presente nei cibi, che quasi mai viene considerato.

Limitare al minimo gli ‘strappi alla regola’: dolciumi, fritti, snack, bevande zuccherate e alcolici. Un buon compromesso può essere sostituire il dolce alla fine del pasto con della frutta, che, oltre ad essere dolce fornisce un buon apporto di fibra, utile per la regolarità intestinale.

Le bevande zuccherate andrebbero evitate, per l’eccessivo apporto di zuccheri semplici e il rischio di alterare il metabolismo glicemico.

Per i più grandi, un bicchiere di vino ogni tanto non fa male, ma non deve essere la routine: se dal punto di vista cardiovascolare sono stati verificati degli effetti protettivi del vino rosso, lo stesso non si può dire per le patologie tumorali. Inoltre, un consumo esagerato di bevande alcoliche, di per sé molto caloriche, porta a sviluppare eccesso ponderale e obesità, con tutti i rischi correlati.

Mantenere un apporto idrico adeguato è fondamentale per restare in salute: quanta acqua bere dipende da diversi fattori, tra cui il sesso, l’età, le condizioni climatiche, l’attività lavorativa e sportiva del soggetto. Secondo quanto riportato dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), l’apporto di acqua deve essere di almeno 1,5 litro nell’infanzia, e successivamente incrementato ad almeno

2 litri nell’età adulta, ovviamente adattandolo alle necessità individuali.

È sicuramente un atteggiamento positivo, sia per l’ambiente, sia per la nostra salute. La certificazione garantisce la conformità delle produzioni ottenute con metodo biologico in tutte le fasi della filiera di produzione, dal campo alla tavola, in conformità alle norme dell’Unione Europea. Scegliendo questi prodotti si ha la sicurezza di mangiare cibi non trattati né allevati con sostanze chimiche, cresciuti in ambienti sani, tutelandone biodiversità e fertilità. Introducendo alimenti non trattati, il nostro organismo gioverà delle proprietà nutritive dell’alimento stesso e l’ambiente ringrazierà in quanto non sovra sfruttato.

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6. Limitare il consumo di alcolici

PER PREVENIRE IL CANCRO È MEGLIO EVITARE DI BERE ALCOLICI

Il consumo eccessivo di alcolici e di super acolici è responsabile di alcune forme di tumori come quello del seno, della prostata , della vescica, del cavo orale, del colon retto .

Sebbene il consumo di un bicchiere di vino a tavola, contestualmente ai pasti, sia nel nostro Paese generalmente considerato parte integrante dell’alimentazione e della vita sociale, negli ultimi anni si è assistito a un cambiamento delle abitudini di consumo alcolico che ha portato alla diffusione di comportamenti a rischio come il bere lontano dai pasti o l’assunzione di grandi quantità di alcol in un arco di tempo ristretto (binge drinking, il consumo di oltre 6 bicchieri di bevande alcoliche concentrato in un’unica occasione di consumo). Sono diverse le cause, tra cui una certa ‘internazionalizzazione’ dei consumi, una forte spinta commerciale (sostenuta da modalità pervasive) e forti investimenti relativi al marketing delle pubblicità di alcolici.

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7. Evita un’eccessiva esposizione al sole

SOPRATTUTTO PER I BAMBINI.
USA PROTEZIONI SOLARI.
NON USARE LETTINI ABBRONZANTI.

Una non corretta esposizione ai raggi del sole è dannoso per la salute in quanto sviluppa tumori cutanei. Il melanoma è uno di quelli più pericolosi.

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8. Osserva scrupolosamente le istruzioni in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro per proteggerti dall’esposizione ad agenti cancerogeni noti

 
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9. Accerta di non essere esposto a concentrazioni naturalmente elevate di radon in casa. 

 

FAI IN MODO DI RIDURRE I LIVELLI ELEVATI DI RADON (CAMBIANDO L’ARIA DEGLI AMBIENTI IN CUI VIVI)

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10. Per le donne 

 

L’ALLATTAMENTO AL SENO RIDUCE IL RISCHIO DI CANCRO PER LA MADRE: SE PUOI, ALLATTA IL TUO BAMBINO.

LA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA (TOS) AUMENTA IL RISCHIO DI ALCUNI TIPI DI CANCRO: LIMITA L’USO DELLA TOS.

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11. Assicurati che i tuoi figli partecipino ai programmi di vaccinazione 

 

CONTRO L’EPATITE B, PER I NEONATI

CONTRO IL PAPILLOMAVIRUS UMANO (HPV), PER LE RAGAZZE E I RAGAZZI.

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12. Partecipa a programmi organizzati di screening  

 

PER IL TUMORE DELL’INTESTINO 

PER IL TUMORE DEL SENO 

PER IL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO 

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