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tumore
del seno

Il tumore al seno è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo.

Spesso la mancata percezione del problema è l’innesco di questa terribile malattia con conseguenze importanti sul piano psicologico e fisico in termini di modificazione del sé e della propria immagine corporea. 

Grazie allo screening, rappresentato dalla mammografia, e alla maggior consapevolezza delle donne, la maggior parte dei tumori maligni mammari è diagnosticata in fase iniziale quando il trattamento chirurgico può essere più spesso conservativo e la terapia adottata più efficace, permettendo di ottenere sopravvivenze a 5 anni molto elevate. 

Il tumore del seno è una formazione di tessuto costituita da cellule che crescono in maniera incontrollata e anomala all’interno della ghiandola mammaria. Queste cellule si trasformano in cellule maligne e acquisiscono la capacità di staccarsi dal tessuto che le ha generate per invadere quelli circostanti e, col tempo, anche organi più lontani. 

I numeri del tumore del seno

Il carcinoma della mammella è in Italia il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne, viene colpita una donna ogni 12. 

Rappresenta il 28% dei tumori nella donna (al secondo posto c’è il tumore del colon con il 14%) ed è il primo tumore per tutte le classi di età. Con 54.976 nuove diagnosi in un anno, questo tumore rappresenta infatti il 30,3 per cento di tutti i tumori che colpiscono le donne e il 14,6 per cento di tutti i tumori diagnosticati in Italia. Il carcinoma della mammella oltre che essere il primo tumore diagnosticato, è anche il primo tumore nella donna per mortalità per tutte le fasce di età.  

Nel 2020 sono attese circa 55.000 nuove diagnosi e sono stimati 12.300 decessi, mentre sono 834.200 le donne italiane viventi dopo una diagnosi di tumore della mammella.

Si registra un aumento dell’incidenza di questo tumore di circa l’1% all’anno. La mortalità invece si riduce del 2,2% ogni anno, fenomeno legato sia alla diagnosi precoce dovuta ai programmi di screening sia ai progressi terapeutici. 

Per quanto riguarda la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, è passata dall’81% negli anni ’90 all’87% negli ultimi anni, una delle più alte percentuali registrate in Europa (media europea 82%: l’85% nei Paesi Scandinavi, l’84% nel Centro Europa) grazie ad una diagnosi più tempestiva, ad una alimentazione migliore che, nel carcinoma della mammella, è dimostrato che facilita anche le cure, e grazie alla presenza degli ottimi Centri per il trattamento di questa neoplasia. 

I fattori di rischio

Tra le diverse condizioni associabili allo sviluppo della malattia ci sono età, fattori riproduttivi, fattori ormonali, fattori dietetici e metabolici, pregressa radioterapia a livello toracico, precedenti displasie o neoplasie mammarie, e familiarità ed ereditarietà in cui il 5%-7% dei casi è legato a fattori ereditari, 1/4 dei quali determinati dalla mutazione di due geni, BRCA 1 e/o BRCA 2. Nelle donne portatrici di mutazioni del gene BRCA 1 il rischio di ammalarsi nel corso della vita di carcinoma mammario è pari al 65% e nelle donne con mutazioni del gene BRCA 2 al 40%.

Prevenire il tumore del seno

La principale difesa contro il cancro alla mammella resta la prevenzione costante con i controlli medici periodici, aderendo ai programmi nazionali di screening, e l’autocontrollo sin dalla giovane età e in generale è possibile ridurre il proprio rischio di ammalarsi assumendo comportamenti salutari.

L’autopalpazione è una forma di autoesame che ciascuna donna può eseguire regolarmente a casa a partire dai 20 anni. E’ un atto fondamentale perché permette di identificare qualsiasi cambiamento morfologico e di densità del seno che potrebbe rendere necessario il consulto medico ed eventuali esami di approfondimento. E’ consigliabile effettuarla una volta al mese, meglio tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo per evitare possibili interferenze con i  cambiamenti ormonali.

Contro il tumore al seno sono determinanti anche i corretti stili di vita (la prevenzione primaria). La giovane età è l’occasione per impostare buone abitudini da portare avanti, come la pratica di una regolare attività fisica e l’attenzione alla buona alimentazione, che riducono il rischio di avere il tumore e il rischio di ricadute e recidive per le donne che hanno affrontato la malattia. La dieta mediterranea, che ha alla sua base la varietà di alimenti di ogni tipo, può essere considerata un riferimento ottimale. Stare lontano dal fumo di sigaretta e dall’eccessivo consumo di bevande alcooliche è un’altra importante raccomandazione. 

Difendersi dal tumore del seno

  1. Ridurre l’uso delle terapie ormonali in menopausa
  2. Ridurre il consumo di grassi animali e di alcol. 
  3. Nell’alimentazione aumentare il consumo di fibre vegetali.
  4. L’alterato metabolismo dello zucchero (condizioni di diabete o di prediabete) ed elevati livelli di colesterolo e di pressione arteriosa aumentano oltre che il rischio delle malattie cardiovascolari il tumore della mammella. 
  5. L’insorgenza dell’obesità in post-menopausa con la sindrome metabolica è un altro aumento di rischio riconosciuto perché il tessuto adiposo modifica in estrogeno gli ormoni circolanti di origine surrenalica.
  6. Anche la contraccezione deve essere fatta con farmaci che possibilmente abbiano un dosaggio ormonale equilibrato.
  7. Avere una prima gravidanza il più precocemente possibile e in generale avere gravidanze. E poi allattare al seno, perché nel latte materno ci sono anticorpi che proteggono mamma e bambino dalle malattie.
  8. Non sottoporsi a troppe lastre al torace in età giovanile. 
  9. Individuare la familiarità perché chi è portatrice del gene BRCA1 e BRCA2 dovrebbe fare uno screening del tutto diverso dal resto della popolazione o addirittura, in alcuni casi, scegliere di togliere la mammella o le ovaie.

La diagnosi

Il cancro del seno viene diagnosticato prevalentemente attraverso esami di “diagnostica per immagini”, in particolare l’ecografia e la mammografia.  L’ecografia è un esame molto utile in particolare per esaminare il seno giovane: viene indicata dal medico in caso di comparsa di sintomi o noduli.

La mammografia è un esame radiologico eseguito in tecnica digitale con basse dosi di radiazioni ionizzanti. Il suo scopo è individuare tumori maligni riconoscibili ai raggi X. E’ un esame semplice che può essere ripetuto senza creare problemi di salute in quanto la quantità di radiazioni è bassissimo. Ormai gli strumenti che vengono utilizzati sono stati negli anni aggiornati e rinnovati quindi c’è una strumentazione molto più precisa e con basse radiazioni.

L’esame mammografico non è invasivo, seppur sia un po’ fastidioso. E’ un esame molto preciso che permette di vedere delle alterazioni anche piccole a livello della ghiandola mammaria che soprattutto con la famosa autopalpazione non si riuscirebbe (infatti difficilmente metterebbe in evidenza dei piccoli noduli di 5-6 millimetri). 

Fare la mammografia, che eventualmente individua delle lesioni molto piccole, fa sì che la donna possa accedere ad un programma di cure anche meno aggressivo, l’intervento chirurgico potrà essere più ridotto e le terapie mediche previste nella fase successa più limitate, proprio perché prima si incontra la malattia e più piccola è, minore potrà essere l’aggressività con la quale viene curata e gestita. 

Se il radiologo non osserva delle situazioni dubbie o sospette, conclude con la mammografia che verrà poi refertata e verrà inviato a casa un messaggio di negatività all’esame stesso; se invece il radiologo dovesse riscontrare delle aree che preferisce approfondire, la signora verrà richiamata per un approfondimento che può prevedere un’ecografia del seno per valutare l’area che si vuole controllare e, se necessario, anche una ago-biopsia che viene effettuata direttamente nella stessa sede. Se invece la mammografia è negativa la donna viene rinvitata a distanza di due anni per il controllo successivo. 

In alcuni casi specifici (mammelle molto dense o lesioni difficili da classificare) è possibile ricorrere anche alla risonanza magnetica.

In Regione Piemonte il programma “Prevenzione Serena” offre gratuitamente ai cittadini lo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del seno.

L’opportunità dello screening è riservato di routine alle donne tra i 50 e i 69 anni che non hanno problemi di salute o disturbi a livello mammario per cui non si sono presentate a una valutazione più approfondita, ma vengono chiamate direttamente con una lettera di invito ogni due anni per sottoporsi ad una mammografia di controllo. Lo screening però prevede anche delle fasce di età con “adesione spontanea”.

Come proteggere le donne che incontrano il tumore sotto i 40 anni

Nel caso in cui ci sia una familiarità o ci sia un test genetico che dimostra delle mutazioni, si entra in un percorso ben predisposto in cui è anche prevista la mammografia e ci sono visite cliniche ed esami ecografici per fasce di età.

L’associazione è qui per aiutarti

Grazie ai presidi distribuiti sul territorio piemontese, l’Associazione eroga attraverso i suoi medici visite per la prevenzione del tumore del colon retto, dell’apparato urinario, dell’apparato urogenitale maschile, dell’apparato respiratorio, del cavo orale, naso gola laringe, della cute, e visite di prevenzione primaria con il Nutrizionista e il Chinesiologo. Per prenotare telefonicamente devi essere sostenitore.

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