Il blog della Prevenzione

Causa Covid le diagnosi di tumore alla prostata si sono ridotte del 60%. In aiuto il nuovo Pdta della Città della Salute di Torino

Il cancro alla prostata è uno dei tumori più diffusi soprattutto tra gli over 60, solo in Piemonte si registrano 3.000 nuovi casi all’anno e si stima che oltre 10.000 piemontesi vi convivano. Per curarlo al meglio occorre poterlo diagnosticare prima dell’arrivo dei sintomi, quanto ormai potrebbe essere troppo tardi, ma purtroppo causa Covid, le diagnosi si sono ridotte del 60%. Ecco perché assume un significato particolare la certificazione ottenuta dalla Città della Salute e della Scienza di Torino del suo percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (Pdta), basato su una presa in carico del paziente, in maniera multidisciplinare. La certificazione secondo lo standard

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Dopo il Covid la Rete Oncologica del Piemonte si riorganizza. Ecco le strategie della ripartenza. L’intervista con Oscar Bertetto

Almeno 20mila diagnosi di tumori in meno rispetto all’anno scorso, il 64% degli interventi chirurgici rimandato e un 20% di tumori oggi potrebbero essere diagnosticati con tre mesi di ritardo. Sono le cicatrici lasciate in campo oncologico, a livello nazionale, dalla pandemia da Covid. Ogni regione ha reagito con gli strumenti a disposizione. L’oncologia piemontese all’emergenza sanitaria ha reagito con strategia seguendo le direttive della Rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta, in vista di una riorganizzazione radicale sia delle attività sia del modo nuovo di guardare alla rete. La scommessa oggi è seguire la strada del cambiamento a beneficio

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Historia se repetit. La grande pestilenza di Torino del 1630 e l’epidemia Covid19 raccontata dal Dottor Alessandro Comandone

“Quando giovane liceale e poi universitario prendevo l’autobus cha da Torino mi riportava a Pianezza, entravo in una via poco illuminata, stretta, a fianco di Porta Palazzo. La via era via Fiochetto e già allora mi incuriosiva la lastra stradale che sintetizzava: Giovanni Francesco Fiochetto 1564 – 1642 Protomedico. Allora internet non c’era e faticai alquanto nelle biblioteche cittadine ad acquisire notizie su questo Carneade, contemporaneo proprio di Don Abbondio. Oggi con il web a disposizione e con il “resta a casa” per la pandemia da COVID 19 tutto diventa più facile. E così, sperando di non annoiarvi, vi racconterò della grande

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Covid19. L’appello dell’Ordine dei Medici di Torino: i test sierologici non danno patente di immunità

“Continuiamo a indossare le mascherine, perché i test sierologici non danno patente di immunità”. E’ la raccomandazione dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino. “Come Ordine siamo preoccupati perché questo test, se effettuato in modo improprio, può dare delle false sicurezze ed esporre cittadini e lavoratori a un maggior rischio di contagio, mettendo in pericolo la salute e causando nuove difficoltà per il sistema sanitario”. Preoccupazione questa, nata perché in questi ultimi giorni ha destato interesse la possibilità di eseguire autonomamente il test sierologico per sapere se si è stati infettati in modo asintomatico, e quindi senza rendersene conto, dal coronavirus.

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5 maggio 2020: giornata mondiale dell’igiene delle mani. Tenere le mani pulite è un gesto d’amore

Le mani curano, danno assistenza e conforto, e sono anche la prima arma a disposizione di tutti per la difesa da tutte le infezioni, a partire da quella da Covid-19. Tenere le mani pulite quindi diventa un gesto d’amore nei nostri confronti e di chi ci sta intorno. È questo il senso del video realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità per la Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani che si celebra il 5 maggio, con il claim “Cura le mani, le mani curano” che è alla base anche di due infografiche che spiegano come garantirne una corretta igiene (INFOGRAFICA 1 e INFOGRAFICA 2).

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Covid19. La riorganizzazione durante l’emergenza secondo la Rete Oncologica piemontese: stilate 21 raccomandazioni guida per i suoi operatori

Come riorganizzarsi al tempo del Coronavirus? La Rete Oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta in un documento di 21 punti elenca le principali raccomandazioni che potrebbero costituire, dopo la valutazione e l’approvazione dei competenti organi istituzionali regionali, un riferimento per l’organizzazione e il funzionamento dei servizi oncologici della Rete durante il perdurare di questa grave situazione dovuta alla pandemia da Covid19. I 21 punti del documento sono stati elaborati dalla direzione del Dipartimento della Rete Oncologica e possono rappresentare un riferimento per gli operatori della rete nel loro quotidiano impegno di lavoro. Ve ne anticipiamo alcune. I pazienti in follow up Per i pazienti

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L’indagine del Cpo Piemonte: come restrizioni e isolamento stanno impattando sui nostri stili di vita?

Il Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica (CPO – Piemonte), attraverso la SSD Epidemiologia Screening, sta conducendo un’indagine per comprendere se e quanto le misure restrittive e di isolamento emanate dal Governo italiano per contrastare e contenere la diffusione del virus Covid-19 abbiano impatto sugli stili di vita dei cittadini. Conoscere queste informazioni permetterà la rilevazione di eventuali situazioni problematiche e la pianificazione di interventi mirati di promozione della salute insieme ad azioni di potenziamento di alcuni servizi sanitari. I dati verranno raccolti in forma ANONIMA e analizzati in forma aggregata. La compilazione del questionario non richiede più

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Covid19. Limitare l’attività sportiva è un grave rischio per la salute. L’appello dell’Ordine dei Medici di Torino

Le limitazioni prolungate all’attività sportiva collegate all’emergenza Covid-19 possono rappresentare un grave rischio per la salute e, nel complesso, generare conseguenze negative per il sistema sanitario. È necessario dunque adottare al più presto nuove regole per permettere il ritorno alla pratica sportiva all’aperto, proprio per meglio proteggere la salute dei cittadini e della comunità e alleggerire nel lungo periodo le misure di assistenza sanitaria per la società. Sono le conclusioni di uno studio condotto dal dottor Gian Pasquale Ganzit, direttore della Ricerca scientifica dell’Istituto di Medicina dello sport di Torino, e dal dottor Guido Regis, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di

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Covid-19. Il grande lavoro “dietro le quinte” delle farmacie ospedaliere per garantire le cure ai malati oncologici

“In questi giorni di grande apprensione e dolore per l’epidemia da COVID 19, quando giustamente tutti gli sforzi e l’attenzione sono concentrati attorno a questa maledizione che ci riporta al Medio Evo, la sanità pubblica Italiana è stata in grado di garantire il massimo servizio ai malati da COVID e di non dimenticare gli altri malati che rischiavano di cadere nell’oblio>. Con queste parole il dottor Alessandro Comandone, direttore della struttura complessa di oncologia medica dell’Asl Città di Torino e anche membro del Comitato Scientifico dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus, vuole ringraziare chi, nel corso di

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