Covid19. La riorganizzazione durante l’emergenza secondo la Rete Oncologica piemontese: stilate 21 raccomandazioni guida per i suoi operatori

Come riorganizzarsi al tempo del Coronavirus? La Rete Oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta in un documento di 21 punti elenca le principali raccomandazioni che potrebbero costituire, dopo la valutazione e l’approvazione dei competenti organi istituzionali regionali, un riferimento per l’organizzazione e il funzionamento dei servizi oncologici della Rete durante il perdurare di questa grave situazione dovuta alla pandemia da Covid19.

I 21 punti del documento sono stati elaborati dalla direzione del Dipartimento della Rete Oncologica e possono rappresentare un riferimento per gli operatori della rete nel loro quotidiano impegno di lavoro. Ve ne anticipiamo alcune.

I pazienti in follow up

Per i pazienti in follow up per tumori in cui vi è evidenza di efficacia dei periodici controlli si consiglia la sostituzione delle visite con una chiamata telefonica del medico, antecedente o nel giorno previsto per la visita, nel corso della quale dopo aver preso visione degli eventuali esami eseguiti, limitati a quelli sicuramente utili e dopo essersi accertati dello stato di salute del paziente è prevista una refertazione della prestazione che può richiedere una successiva tempestiva visita del paziente in presenza di sospetto di ripresa evolutiva o la prenotazione con l’indicazione dei relativi esami della successiva visita di follow up. Le visite di follow up per le patologie neoplastiche in cui tale pratica non è supportata da evidenze di reale impatto prognostico possono essere temporaneamente rinviate. Si raccomanda, tenendo in considerazione le caratteristiche peculiari di ogni malato, di attenersi all’intervallo maggiore di tempo tra le visite indicato dalle Linee Guide. Il referto di tali visite deve indicarne la modalità di esecuzione e garantirne la tracciabilità, nelle more del riconoscimento della prestazione per il quale è in corso una corrispondenza con Agenas e Ministero della Salute per il loro riconoscimento nel nomenclatore.

I pazienti in trattamento per malattia attiva

Per i pazienti in trattamento per malattia attiva anche le visite di rivalutazione in corso di terapia possono essere eseguite con analoga procedura, quando vi è l’indicazione e previo il consenso del paziente. Nel corso del contatto telefonico, valutato il referto degli esami strumentali il medico comunica in tal caso l’esito dei trattamenti e la programmazione del successivo percorso di cura. Si consiglia la stessa modalità di tracciabilità del referto. E’ utile prevedere presso ogni Centro la disponibilità di un servizio telefonico dedicato, almeno per una fascia oraria della giornata, che possa dare informazioni ai pazienti e prevedere una visita urgente di controllo in caso di sintomi di allarme.

Prima visita al Centro Accoglienza e Servizi (CAS)

Per la prima visita prenotata presso il CAS, per evitare inutili accessi del paziente in ospedale, si consiglia di accertarsi telefonicamente il giorno prima che sia disponibile e completa tutta la documentazione necessaria per il tipo di visita e siano assenti sintomi o condizioni del paziente e delle eventuali persone conviventi e coabitanti nel suo stesso alloggio che porterebbero ad una positività al triage. Tutti i pazienti devono comunque essere sottoposti al triage prima dell’ingresso nei servizi CAS ai quali non possono accedere accompagnatori. In caso di triage negativo il paziente disinfetta le mani, mette la mascherina chirurgica e accede. In caso di positività al triage se il paziente presenta sintomi lievi e non vi è una situazione di urgenza oncologica è rinviato a domicilio e affidato ai servizi territoriali con una segnalazione telefonica al rispettivo medico di medicina generale. Se il paziente ha sintomi non lievi viene attivato il percorso ospedaliero protetto per i pazienti sospetti per Covid-19.

Inizio dei trattamenti

Per la decisione dell’inizio dei trattamenti si consiglia di valutare caso per caso le caratteristiche biologiche del tumore, il quadro clinico del paziente, la prognosi in relazione ai potenziali rischi da infezione Covid-19, individuando i casi per i quali è possibile e preferibile rinviare il trattamento o ricorrere a schemi alternativi che presuppongano un minor numero di accessi ospedalieri e in alcuni casi una minore intensità di dose.

I Gruppi Interdisciplinari Cure (GIC)

Le discussioni multidisciplinari devono avvenire tutte le volte per le quali è possibile per via telematica e telefonica oppure con un incontro in cui sia presente un solo professionista per ciascuna disciplina indispensabile per trattare il caso clinico in questione e solo se sono disponibili ambienti in cui sia possibile rispettare la corretta distanza di sicurezza e con un modello organizzativo che consenta ai partecipanti un preventivo esame della documentazione clinica per ridurre al minimo il tempo dell’incontro.

Le consulenze

Tutte le consulenze possibili con l’accesso alla documentazione e ai dati per via telematica e telefonica devono essere preferite alle consulenze al letto, da limitarsi ai casi in cui è indispensabile e sempre con i necessari dispositivi di protezione.

I ricoveri

I ricoveri in reparti di oncologia, di radioterapia e di ematologia devono essere riservati a pazienti con un tampone per Covid-19 negativo nelle 48 ore precedenti e devono essere risottoposti a triage prima dell’ingresso in reparto. In presenza di tampone positivo o di sintomi al triage il ricovero, se indifferibile, avviene in reparti Covid-19. Se il ricovero è rinviabile e il paziente ritorna presso il proprio domicilio è prevista la segnalazione al medico di medicina generale per l’affidamento ai servizi territoriali.

I pazienti oncologici positivi al COVID-19

È opportuna la disponibilità in uno o più ospedali di riferimento di alcuni letti, dove sia possibile ricoverare pazienti positivi per tampone Covid-19, anche se paucisintomatici che debbano eseguire cicli di chemioterapia in regime di ricovero indifferibili per l’aggressività biologica della neoplasia (es: linfomi cerebrali, tumori del testicolo, microcitomi).

Il caregiver

La presenza di accompagnatori è vietata negli ambulatori, nei day hospital, nei reparti di degenza ordinaria, riservati a pazienti oncologici. Al caregiver è spiegata la ragione e la straordinarietà di tale misura, dando al contempo la garanzia di una tempestiva informazione sulle condizioni del paziente. Qualora si renda necessario a giudizio del personale sanitario la presenza di un accompagnatore, questi deve risultare negativo alla procedura di triage, attuare l’igiene delle mani e indossare la mascherina chirurgica.

Accessi in day hospital

Si consiglia di riorganizzare gli accessi di day h ospital e ambulatoriali ridistribuendoli nel corso della giornata, anche prevedendo una diversa turnazione del personale e una riduzione delle prestazioni ambulatoriali contemporanee per evitare il sovraffollamento nelle sale di attesa e di trattamento.

Consegna delle terapie

La consegna delle terapie orali può prevedere la fornitura, compatibilmente con le condizioni cliniche del paziente, di farmaci per più settimane di terapia, effettuando eventuali esami di controllo a domicilio e un monitoraggio telefonico sulla compliance al trattamento e sui potenziali effetti collaterali.

Supporto psico-oncologico

Si consiglia di dedicare la necessaria cura alla comunicazione con il paziente e i famigliari per rassicurarli sulla correttezza e l’efficacia di tutte le misure alternative adottate in questo periodo. Ove sia possibile e richiesto, a sostegno dei pazienti, famigliari e del personale sanitario è utile mantenere l’attività di supporto psico- oncologico mediante un servizio di consulenza telefonica o telematica.

I pazienti oncologici con sospetto COVID-19

In pazienti oncologici non in terapia attiva o in setting palliativo con sospetta infezione da Covid-19 è auspicabile un trattamento domiciliare attivo e precoce della infezione secondo alcuni protocolli in uso in alcune realtà territoriali (vedi Progetto “COVI a casa” dell’ASL di Alessandria) volti con l’avvio tempestivo del trattamento per evitare l’evoluzione in polmonite. In caso di progressione o dell’infezione o della neoplasia dovrebbe essere garantito al paziente un fine vita dignitoso al proprio domicilio con il supporto delle UOCP.

 

(Fonte: Rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta)

Potrebbero interessarti anche

Assemblea dei Soci

Ai sensi dell’art. 11 del vigente Statuto è indetta l’Assemblea Ordinaria dei Soci dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte –

Continua a leggere
logo-Prevenzione