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tumore
della pelle

Il melanoma è un tumore maligno della pelle. È molto aggressivo e insorge a causa della crescita e della proliferazione incontrollata dei melanociti, le cellule che producono la “melanina”, il pigmento che dà colore a pelle, occhi, capelli e protegge la cute dai raggi ultravioletti (UV) della luce solare. Un’esposizione eccessiva ai raggi UV può provocare mutazioni nei melanociti e rappresenta una delle cause principali di tumori cutanei come il melanoma.

Il melanoma può insorgere sulla pelle apparentemente sana o dalla modificazione di un neo preesistente.  Quando il melanoma viene diagnosticato precocemente è generalmente una malattia curabile. Tuttavia, se non individuato in tempo e non trattato, il melanoma può diffondersi ad altre parti dell’organismo, come fegato, polmoni, ossa e cervello. 

Il melanoma è un tumore molto temuto perché nelle forme più aggressive può anche dare origine a metastasi. La storia naturale del melanoma, se non trattato, ha un’evoluzione fatale. E’ un tumore non facile da diagnosticare ma che offre la grande opportunità di essere visto e diagnosticato più agevolmente perché si manifesta prevalentemente sull’unico organo interamente visibile ed esposto, la cute. Nel melanoma i sintomi sono assenti o quando presenti sono poco apparenti e tardivi, prurito persistente a carico di un nevo, per esempio. 

Un melanoma che si è diffuso ad altri organi è chiamato melanoma metastatico: questo tipo di tumore della pelle ha una prognosi non favorevole.
Sebbene il melanoma metastatico sia relativamente raro, può avere un effetto devastante sui pazienti e i familiari, specialmente perché le persone colpite sono spesso in giovane età.

La mortalità da melanoma non supera per fortuna il 13% circa e si spera che in un futuro breve questo dato migliori ulteriormente non solo per la diagnosi precoce ma anche per la recente introduzione di farmaci nuovi. Gli anticorpi monoclonali stanno infatti modificando il decorso delle situazioni più impegnative, ma su questo si è solo all’inizio.

I numeri del melanoma

Le popolazioni del Nord Italia sono a maggior rischio di sviluppare melanomi per la carnagione chiara e per la scarsa abitudine della pelle all’esposizione solare. I tumori della pelle risultano tra i più diffusi in assoluto. I dati dell’Associazione italiana registri tumori (AIRT) stimano il melanoma in circa 13 casi ogni 100mila persone e dicono di 3.150 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 2.850 tra le donne. A livello nazionale, il Piemonte è la prima regione italiana per incidenza di nuovi casi. Torino vanta l’amaro primato della città che in un anno registra il maggior numero di melanomi. Tra gli uomini i tumori cutanei rappresentano il tumore più frequente – 15,2% del totale – tra le donne il 14,8% di tutti i tumori, e sono secondi solo a quello del seno. 

Ecco perché è più che mai necessario insistere sulla prevenzione e puntare ad una diagnosi sempre più precoce. 

Il melanoma è rarissimo nell’età infantile e adolescenziale. Registra il suo picco di incidenza intorno ai 50 anni di età. Il 20% dei casi viene riscontrato in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. Sebbene sia meno frequente rispetto ai tumori cutanei, quali il carcinoma squamocellulare e il carcinoma basocellulare, il melanoma è più pericoloso e colpisce le fasce d’età giovanili con un tasso di mortalità pari al 20%. 

Oltre un terzo dei soggetti colpiti ha meno di 50 anni. La fascia di età più colpita è quella tra i 40 e i 60 anni.

I fattori di rischio

I fattori di rischio Possono essere molteplici: a cominciare dal fototipo della persona, vale a dire la reazione che la sua pelle presenta all’esposizione dei raggi ultravioletti e il tipo di abbronzatura che può ottenere. Ma anche le scottature solari, soprattutto se registrate nell’infanzia, possono rappresentare un rischio. Lo stesso vale per la presenza di un cospicuo numero di nei, la compromissione del sistema immunitario o la familiarità col melanoma che incide in circa il 10% dei casi.

I soggetti più a rischio sono tradizionalmente tutte le persone con carnagione e occhi chiari, i cosiddetti fototipo bassi, con capelli biondo-rossi-castani, efelidi e tendenza a scottarsi e a non abbronzarsi affatto o poco lentamente. Sono a rischio anche le persone che presentano numerosi nei, familiarità o storia personale di melanoma.

Le persone più a rischio sono quelle che hanno una o più delle seguenti caratteristiche:

  • modificazione evidente e progressiva di un neo
  • comparsa di un nuovo neo in età adulta
  • soggetti già trattati per melanoma
  • familiarità per melanoma (altri casi di melanoma in famiglia)
  • uno o più nei di diametro superiore a 5 millimetri e di forma irregolare
  • presenza di uno o più nei congeniti grandi
  • elevato numero di nei
  • capelli biondo-rossi, occhi chiari, carnagione particolarmente bianca ed estremamente 
  • sensibile al sole
  • presenza di lentiggini
  • frequenti scottature durante l’infanzia e l’adolescenza
  • frequente esposizione a radiazioni ultraviolette artificiali di lampade abbronzanti o lettini solari

Prevenire il melanoma

Una corretta esposizione solare è fondamentale. E’ importante limitare l’esposizione alla luce solare e artificiale: è dimostrato che l’uso abituale delle lampade solari in età giovanile aumenta il rischio di melanoma di circa il 70%. Anche l’esposizione al sole dovrebbe essere limitata sia come tempo sia come orario, cercando di evitare le ore centrali e, comunque, applicando creme ad elevata protezione. Questo vale soprattutto per bambini, giovani e carnagioni chiare.

L’auto-esame della pelle e i controlli medici periodici per i soggetti a maggior rischio rappresentano altre forme importanti di prevenzione. Le modalità di autodiagnosi non possono essere molto affidabili anche se gli esperti insistiamo molto sulla necessità dell’auto-osservazione: ogni persona dovrebbe tentare di conoscere al meglio la propria pelle per individuare un’eventuale macchia che cresce.

È bene osservare sempre i nei, controllare che non abbiano subito modificazioni e, laddove ciò sia avvenuto, consultare il medico per una valutazione. Nel 70% dei casi il melanoma compare su cute sana: se ci accorgiamo di una nuova lesione che in un mese non regredisce dobbiamo rivolgerci subito al medico. Il melanoma non presenta purtroppo standard di forme e colori, ma cresce di dimensioni e spesso ha un aspetto che lo rende diverso dagli altri nevi presenti.

10 cose da sapere e da fare prima di esporsi al sole

  1. Evita le esposizioni eccessive e le conseguenti scottature soprattutto se hai un fototipo 1 o 2
  2. Esponiti gradualmente per consentire alla tua pelle di sviluppare la naturale abbronzatura
  3. Proteggi soprattutto i bambini, quelli al di sotto di un anno non devono essere esposti al sole
  4. Evita di esporti al sole nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 15
  5. Utilizza indumenti, cappello con visiera, camicia o maglietta e occhiali da sole
  6. Approfitta dell’ombra naturale o di ombrelloni, tettoie, eccetera
  7. Usa creme solari adeguate al tuo fototipo, con filtri per i raggi UVA e UVB; in caso di allergia o intolleranza al sole consulta il dermatologo
  8. Le creme solari devono essere applicate in dosi adeguate e più volte durante l’esposizione
  9. Alcune sedi sono da proteggere in modo particolare: naso, orecchie, petto, spalle, cuoio capelluto se calvi
  10. Evita l’utilizzo delle lampade abbronzanti, che invecchiano ancor più precocemente la pelle e sono vietate ai minori

I sintomi del melanoma

Per cogliere i sintomi occorre tenere d’occhio la propria pelle: variazioni di colore e forma di un neo, comparsa di una nuova lesione che cresce e cambia, un sanguinamento spontaneo. Sono tutti sintomi da non sottovalutare.

La diagnosi precoce

Il melanoma si previene solo con una diagnosi precoce che dipende dai dermatologi, che negli ultimi anni hanno dovuto affinare le loro capacità diagnostiche. Ma dipende anche e soprattutto dai cittadini che aderiscono alle campagne preventive o autonomamente provvedono a prenotare una visita dermatologica, anche se non hanno notato nulla di apparentemente modificato sulla loro pelle. Il significato della prevenzione è sottoporsi annualmente ad una visita, anche in assenza di apparenti problemi.

La diagnosi del melanoma

La diagnosi si avvale di una visita dermatologica: lo specialista osserva i nei con un apposito strumento, il dermatoscopio, e in presenza di nei sospetti, procede a un esame istologico attraverso la biopsia cutanea che si può eseguire mediante l’asportazione completa della lesione o, solo per le lesioni molto grandi o in sedi particolari, mediante l’asportazione di una piccola parte di tessuto.
La dermoscopia è un efficace esame non invasivo rivolto alla diagnosi precoce del melanoma.
Il dermatoscopio manuale è uno strumento in grado non solo di ingrandire la lesione ma anche di determinare le caratteristiche della distribuzione del pigmento negli strati più superficiali della cute. In caso di nevi sospetti è opportuno monitorare le eventuali variazioni utilizzando l’epiluminescenza digitale cioè la dermatoscopia integrata con la fotografia digitale delle lesioni sospette.
Negli ultimi anni è stato anche introdotto l’impiego della microscopia a laser confocale per casi selezionati ma è disponibile solo in un ristretto numero di centri.

L’associazione è qui per aiutarti

Grazie ai presidi distribuiti sul territorio piemontese, l’Associazione eroga attraverso i suoi medici visite per la prevenzione del tumore del colon retto, dell’apparato urinario, dell’apparato urogenitale maschile, dell’apparato respiratorio, del cavo orale, naso gola laringe, della cute, e visite di prevenzione primaria con il Nutrizionista e il Chinesiologo. Per prenotare telefonicamente devi essere sostenitore.

Le nuove cure

Da qualche anno la ricerca oncologica si è orientata verso la cosiddetta immunoterapia oncologica che sfrutta le difese immunitarie dell’organismo per combattere le cellule tumorali. La novità più importante è rappresentata da una nuova classe di farmaci, gli immunoterapici che agiscono sul sistema immunitario rinforzando e sbloccando i check point immunologici, veri e propri freni sulle cellule linfocitarie che impediscono al linfocita di svolgere la sua attività difensiva. La gestione dei pazienti con melanoma è basata sulla discussione multidisciplinare tra le varie figure professionali coinvolte nel trattamento, quindi dermatologi, anatomopatologi, chirurghi, radioterapisti, specialisti d’organo.

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