Covid-19. Il grande lavoro “dietro le quinte” delle farmacie ospedaliere per garantire le cure ai malati oncologici

“In questi giorni di grande apprensione e dolore per l’epidemia da COVID 19, quando giustamente tutti gli sforzi e l’attenzione sono concentrati attorno a questa maledizione che ci riporta al Medio Evo, la sanità pubblica Italiana è stata in grado di garantire il massimo servizio ai malati da COVID e di non dimenticare gli altri malati che rischiavano di cadere nell’oblio>.

Con queste parole il dottor Alessandro Comandone, direttore della struttura complessa di oncologia medica dell’Asl Città di Torino e anche membro del Comitato Scientifico dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus, vuole ringraziare chi, nel corso di questa emergenza sanitaria, sta garantendo le cure ai malati oncologici. Tutti, nessuno è escluso, ma un particolare grazie oggi lo rivolge ai farmacisti delle farmacie ospedaliere che dietro alle quinte stanno affrontando “l’urto di un carico di lavoro eccezionale”.

Così prosegue la lettera dell’oncologo torinese.

“Il Piemonte, così trascurato dalle cronache nazionali pur essendo la terza regione italiana più flagellata dal virus, non si è dimenticato dei pazienti oncologici che necessitavano di cure continue. Questa volta però il mio sguardo si rivolge non agli oncologi che hanno saputo tenere aperti gran parte dei servizi pur a ranghi ridotti, ma alle farmaciste e ai farmacisti ospedalieri che hanno saputo reggere in modo esemplare l’urto di un carico di lavoro eccezionale.

Nonostante la loro attenzione sia concentrata sulle terapie dei reparti Covid che variano a seconda della gravità dei ricoverati e del protocollo adottato, le farmacie ospedaliere hanno saputo mantenere, senza aumenti di organico significativo, la normale routine di preparazione dei cicli di chemioterapia e di immunoterapia e la consegna regolare delle terapie ambulatoriali. 

Chi non ha mai frequentato una farmacia ospedaliera non può capire quale mondo si muova alle spalle dell’opera dei clinici. Io parlo del campo che conosco: in Oncologia verificare l’esattezza delle terapie prescritte, prepararle nei tempi dovuti per evitare lunghe attese in day hospital, badare al costante rifornimento dei farmaci per evitare di esaurire le scorte, produrre le segnalazioni AIFA, registrare gli effetti collaterali eventualmente registrati, è un’impresa improba già in tempi normali.

Inoltre presso i nostri tre presidi,  gli ospedali San Giovanni Bosco, Maria Vittoria e Martini, si sono verificati in questo periodo degli eventi di per sé positivi, ma molto impegnativi in mezzo all’emergenza: l’aumento del numero di terapie determinato dalla maggiore attrazione che le nostre tre Oncologie hanno saputo creare tra i malati oncologici della città; la maggiore complessità di alcune terapie specificamente rivolte ai pazienti con tumori rari o sarcomi; la concentrazione delle terapie endovena di due presidi presso il day hospital del San Giovanni Bosco.

Tutto è filato liscio: nessuna segnalazione di errori o quasi errori nella preparazione e nella somministrazione dei farmaci. Tempi rispettati pur con l’aumento dei pazienti in cura ( un grazie ai medici, alle infermiere e agli amministrativi); tangibile riconoscenza dei malati che hanno compreso lo sforzo.

Non montiamoci la testa: l’errore in un campo così delicato come la preparazione e la somministrazione dei chemioterapici è sempre dietro l’angolo, ma in questo momento in cui si incomincia a intravedere una fine all’ epidemia più virulenta e letale, l’aver continuato a garantire un servizio di prima necessità come le cure dei malati oncologici è un risultato che vede tutti vincenti.
Ma un grazie particolare va alle nostre farmacie delle quali la Tv non parla mai”.

17 Aprile 2020

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