Colesterolo, quando diventa il nemico della nostra salute

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue necessario al nostro organismo, quando però i suoi livelli sono troppo elevati insorge l’ipercolesterolemia, malattia responsabile di problemi cardiovascolari anche molto gravi, come infarto e ictus. Insieme alla Dottoressa Enrica Ciccarelli, responsabile del Servizio di Endocrinologia dell’ospedale Martini di Torino dell’Asl To1, scopriamo il ruolo fondamentale della prevenzione e le novità in campo farmacologico che oggi consentono una migliore qualità della vita dei pazienti.

Tre sono i parametri che indicano l’importanza dei livelli di coleste- rolo: il colesterolo totale, l’HDL e l’LDL, ce li spiega?

Il colesterolo totale dà una informazione panoramica della situazione; l’HDL viene definito “colesterolo buono” ed è l’insieme delle lipoproteine che, attraverso i vasi, portano il colesterolo più velocemente verso il fegato per essere “smaltito”; al contrario l’LDL è il “colesterolo cattivo”, l’insieme di lipoproteine che tendono a trattenere il colesterolo alle pareti dei vasi: con il tempo questo può provocare un’ostruzione del flusso sanguigno e quindi disturbi cardiovascolari, tra cui ictus e infarto. Anche i trigliceridi hanno un ruolo importante, seppur inferiore, nell’insorgenza delle malattie cardiovascolari: sono quei grassi che derivano dal metabolismo degli zuccheri.

Come possiamo sapere se i nostri livelli di colesterolo sono corretti?

Attraverso prelievi del sangue che misurano il colesterolo totale, l’HDL, l’LDL e i trigliceridi. In far- macia sono disponibili test per il controllo del colesterolo misurato su una goccia di sangue prelevata dal polpastrello.

Ogni quante volte è necessario fare i controlli?

Se la persona fa l’esame per screening e i risultati sono normali potrà ripetere l’esame anche fra cinque anni; un controllo annuale di “sorveglianza” può essere utile per un paziente senza terapia, mentre se la persona segue una terapia, il controllo sarà necessario inizialmente nell’arco di tempo di 3-6 mesi. Questo modus operandi, però, oggi va a scontrarsi con i nuovi limiti posti dal decreto Lorenzin che stabilisce che il medico curante potrà decidere di non prescrivere l’esame se il paziente ha una certa età o se non è passato un certo tempo dall’ultima volta che ha eseguito l’esame.

Quante persone sono colpite in Italia e in Piemonte da ipercolesterolemia?

Si stima che circa il 20% della popolazione non sa quanto ha di cole-sterolo e in generale sono quelle persone che hanno maggiori rischi di vedere peggiorata la loro situazione di salute con il passare del tempo. Mediamente, in Piemonte, le persone che hanno misurato almeno una volta nella vita i livelli di colesterolo sono pari al 76%, secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità.

Sono più colpiti gli uomini o le donne?

La donna è più “riparata” dai danni del colesterolo finché non arriva alla menopausa. Secondo le stime, le donne sono colpite nel 25% dei casi, gli uomini nel 26%; dopo la menopausa la donna recupera sull’uomo. C’è da evidenziare che nel sesso femminile sono in net- to aumento fattori di rischio come l’alcol e il fumo, che potenziano i danni dell’ipercolesterolemia.

Quali sono le cause?

Possono essere endogene e allora si parla di ipercolesterolemie familiari: sono ereditarie, non frequenti ma purtroppo sottostimate e inoltre colpiscono in età pre puberale e pre adolescenziale: in generale in Italia sono circa 400-500mila i pazienti affetti da queste forme di ipercolesterolemia. Altre cause possono essere le malattie, come l’ipotiroidismo e le malattie surrenali; i farmaci, per esempio quelli antitumorali del seno, che aumentano il livello di colesterolo totale; infine ci sono l’alcolismo e la scorretta alimentazione.

Possiamo riconoscere quando insorge?

Il colesterolo non ci dà disturbi seri di per sé ma si manifesta attraverso problemi di circolazione e cardiologici, che sono vere e proprie complicanze. Dolori al petto e infarto cardiaco, per esempio, sono alcuni esempi di esordio già con danni gravi e riconosciuti troppo tardi e per questo è importante fare prevenzione.

Che ruolo ha oggi la prevenzione?

Le campagne di sensibilizzazione sono ancora poche sul tema del colesterolo, sebbene passi in avanti siano stati fatti; sarebbe impor- tante fare più sensibilizzazione sollecitando la politica. È stato valutato che negli ultimi 20 anni si è avuta una diminuzione degli eventi cardiovascolari grazie a campa- gne contro il fumo, il colesterolo e il diabete e, di tutti i casi ridotti, il 27% dipende dal contenimento del colesterolo. Questo spiega che la prevenzione premia! Ma bisogna crederci di più nella prevenzione investendo denaro. C’è ancora della strada da fare.

In che senso?

Il problema è investire sulle terapie e la difficoltà sta nel fatto che an- cora oggi, se il colesterolo alto non è una forma familiare e senza alcun fattore di rischio particolare, le terapie non sono comprese nelle forme di mutabilità. Questa si chiama prevenzione? C’è un altissimo tasso di pazienti che non prendono le terapie perché costano. A titolo di esempio, il prezzo può aggirarsi intorno ai 15 euro al mese e la terapia nella maggioranza dei casi è per tutta la vita.

Quali sono le principali azioni di prevenzione dell’ipercolesterolemia?

La dieta, il controllo del peso e l’attività fisica giornaliera, azioni che valgono sia nel trattamento della malattia sia per la prevenzione che deve partire già da giovani. A questo si aggiungono i controlli soprattutto se esiste familiarità.

Quale alimentazione consiglia per prevenire i livelli alti di colesterolo?

La famosa dieta mediterranea, nella quale è importante considerare certi alimenti ed evitarne altri, come le farine troppo raffinate, i grassi (burro e le margarine), gli insaccati, i fritti; attenzione ai formaggi da consumarsi uno-due volte alla settimana. Sono consigliabili almeno due-tre porzioni di pesce alla settimana e una volta alla settimana la carne rossa; frutta e verdura non devono mai mancare. Questi sono alcuni esempi.

Che ruolo ha l’attività fisica?

Non solo è uno strumento di consumo energetico del nostro corpo, ma stimola anche alcune sostanze, le endorfine, che fanno bene al nostro umore e hanno anche una capacità metabolica, cioè agendo sui neurotrasmettitori a livello ipotalamico regolano il senso di fame.

Quali sono le conseguenze dell’ipercolesterolemia?

Cerebrovascolari e cardiovascolari: dall’ictus per la parte cerebrale, all’infarto per quella cardiologica.

Come è possibile trattarla?

Il trattamento segue degli step precisi. Si comincia a fare una dieta equilibrata abbinata ad una atti- vità fisica quotidiana. Il secondo step è la terapia farmacologica “su base vegetale”: si tratta dei cosiddetti preparati erboristici dedicati alle forme lievi di ipercolesterolemia, ovvero le statine vegetali. Il terzo step è rappresentato dai farmaci di tipo tradizionali (statine) e da quelli più moderni.

Quali sono le novità in questo ambito?
I farmaci attualmente disponibi- li funzionano bene: un tipo ha la funzione di bloccare la produzione del colesterolo a livello epatico, un altro blocca il suo assorbimento a livello intestinale; a queste si ag- giungono farmaci che contengono tutte e due le molecole in una sola compressa. Poi ci sono i fibrati, molecole che agiscono anche sui trigliceridi. Rispetto ai farmaci mo- derni, è recentemente uscita una nuova molecola che aumenta la capacità che il colesterolo venga degradato a livello epatico: questo nuovo farmaco, utilizzato per forme rare di ipercolesterolemia che non tollerano le terapie tradizionali, può costare fino a 10mila euro all’anno.

Infine, cos’è la dislipidemia?

È un aumento dei lipidi, quindi del colesterolo e dei trigliceridi e si verifica per cause genetiche, per malattie, per farmaci oppure per una cattiva alimentazione. Danni cardiovascolari sono le sue conseguenze.

Da “Nuova Speranza”, il magazine dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus – Maggio 2017, I

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