Con la chirurgia bariatrica nuova vita per i pazienti con grave obesità

Sono un esercito e per risolvere l’ingombrante problema della loro grave obesità bussano alle porte del Centro specializzato di riferimento regionale per la chirurgia bariatrica che ha sede all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Sono donne e uomini colpiti anche da malattie correlate, come il diabete, l’ipertensione, le patologie cardio-respiratorie e quelle “da carico” cioè patologie ortopediche articolari e di colonna. Questi pazienti – gli “obesi gravi”- arrivano anche dalle regioni del Sud Italia e dalla Liguria per sottoporsi all’intervento che cambierà loro la vita. Perciò sono tanti, tantissimi a chiedere aiuto, al punto che risulta assolutamente necessario per il centro torinese trovare nuovi spazi, perché la lista di attesa è davvero importante.

Della chirurgia bariatrica e del Centro ci parla il suo direttore, il Professor Mario Morino, Direttore del Diparti- mento di Chirurgia della Città della Salute e della Scienza di Torino e Ordinario di Chirurgia Generale e Digestiva dell’Università di Torino.

Che attività svolge questo Centro?

Si tratta di un Centro che dal 1979, secondo in Italia, si occupa di terapia chirurgica dell’obesità grave. Nel 1993 qui è stato anche realizzato il primo in- tervento al mondo di bendaggio gastrico laparoscopico dando così il via all’approccio mini invasivo in chirurgia dell’o- besità ovvero al superamento dell’apertura chirurgica dell’addome. Da diversi anni il 95% dei nostri pazienti sono operati in laparoscopia ovvero con dei piccoli fori attraverso i quali si introduce in addome una mini telecamera e dei piccoli strumenti che consentono di completare le diverse operazioni.

Quali sono le caratteristiche di questa chirurgia?

La chirurgia bariatrica, eseguita ormai sempre con tecniche mini invasive, si compone di 3-4 interventi che modificano l’anatomia digestiva portando il paziente a sentire in alcuni casi un senso di sazietà precoce, in altri a ridurre l’apporto calorico attraverso una riduzione del calibro dello stomaco.

A chi si rivolge in particolar modo?

Ad un gruppo ben definito di pazienti, quelli affetti da obesità grave ovvero che presentino un indice di massa cor- porea a 40 e in alcuni casi a 35. Inoltre i pazienti devono avere un’età compresa tra 18 e 65 anni, aver in precedenza seguito dei tentativi dietoterapici e ov- viamente non essere affetti da patologie endocrinologiche causanti obesità quali Cushing, grave ipotiroidisimo o altro.

Quali sono le procedure maggiormente impiegate?

Attualmente i due interventi più utilizzati a livello mondiale sono la Sleeve Gastrectomy e il Bypass gastrico: nella prima si asporta una parte dello stomaco trasformandolo in un tubo, nella seconda si collega la prima parte dello stomaco all’intestino in modo che il cibo “bypassi” l’80% dello stomaco. Naturalmente si tratta di interventi eseguiti in laparoscopia in tutti e due i casi.

Quali sono i vantaggi per i pazienti?

In primo luogo la risoluzione quasi immediata di tutti i problemi di salute legati all’obesità quali il diabete, l’ipertensione, l’ipertrigliceridemia riportando dunque nei parametri normali i rischi cardiovascolari. È indubbio però, che, specie nelle donne, il miglioramento estetico è uno dei risultati più apprezzati.

Dopo la chirurgia bariatrica, quali sono i passi successivi per il paziente?

Gli interventi che eseguiamo oggi con- sentono a circa l’85-90% dei pazienti di perdere il 70-75% del peso in eccesso e di mantenere sul lungo periodo il risultato ottenuto. A 5-10 anni una ripresa di un 10% del peso perduto è fisiologica. Dal punto di vista estetico molte donne, dopo il nostro intervento, si rivolgono alla chirurgia plastica per ottenere il cosiddetto “reshaping” ovvero un rimodellamento che riduca l’effetto di pelle in eccesso conseguente a un forte dimagramento.

Da “Nuova Speranza”, il magazine dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus – Maggio 2017- I

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