Con una adeguata prevenzione si può salvare la vita. Le regole e i consigli per stare in salute ogni giorno

Ho sempre fatto una vita sana, non ho mai fumato, ho sempre fatto sport e perché mi sono ammalato di tumore?”. Questa è una domanda che gli oncologi hanno spesso sentito proferire dal proprio paziente durante un consulto. Esiste una risposta che fuga ogni dubbio, e a darcela è il Dottor Alessandro Comandone, tra i più noti e apprezzati oncologi d’Italia, oggi impegnato nell’attività medica e clinica all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e nell’attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione dell’Associazione Prevenzione Tumoriin veste di componente del Comitato Scientifico.

Dottor Comandone, cominciamo da qui: quali sono i corretti stili di vita da adottare per prevenire malattie importanti come i tumori?

I corretti stili di vita da adottare nella prevenzione dei tumori constano di due parti essenziali, connesse ma non sovrapponibili: a)evitare l’esposizione a sostanze sicuramente pericolosequali  fumo, eccesso di alcol, stupefacenti, radiazioni non strettamente necessarie, eccesso di esposizione ai raggi ultravioletti soprattutto se avviene senza adeguata protezione, contatto diretto con sostanze sicuramente cancerogene sia per lavoro che per attività extralavorativa, carni cotte alla brace, infezioni virali da Papillomavirus (HPV). Contemporaneamente vanno adottate norme di corretto stile di vita (b) che non  riguardano i cancerogeni ma la normale attività di tutti i giorni: un’alimentazione equilibrata, ipocalorica, senza eccesso di zuccheri e di grassi, un mantenimento del peso corporeo ideale, ma soprattutto una quotidiana attività fisica regolare, non stancante ma che permetta di mantenere un tono muscolare adeguato; un regolare ritmo sonno-veglia evitando irregolarità nell’alternanza di lavoro e riposo. In ultimo è opportuno praticare attività sportiva fuori dai centri abitati ormai troppo inquinati e preferire lunghe permanenze in campagna o in montagna. Se calcoliamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha quantificato in oltre l’80% i tumori causati da cattive abitudini o stili di vita inappropriati, comprendiamo bene come queste norme semplici e non costose possano aiutare a prevenire una grossa percentuale di tumori. Non dimentichiamo peraltro che la predisposizione ai tumori va oltre l’esposizione a cancerogeni ma dipende da fattori genetici, metabolici che caratterizzano la persona e la rendono unica rispetto a tutti gli altri. Questo per rispondere all’obiezione: “Ho sempre fatto una vita sana, non ho mai fumato, ho sempre fatto sport e perché mi sono ammalato di tumore?”

La bella stagione ci offre maggiori possibilità per dedicarci all’attività fisica all’aria aperta: quanto è importante stare in movimento sia per prevenire i tumori e sia dopo un percorso di cura della malattia?

La vita all’aria aperta in ambiente salubre migliora certamente le performances dell’organismo: maggiore irrorazione dei tessuti con eliminazioni di metaboliti pericolosi, migliore perfusione degli organi, migliore ossigenazione delle cellule.Tutto questo è stato già ampiamente dimostrato in lavori scientifici. Anche in persone trattate per un fatto tumorale, l’attività fisica costante e quotidiana, meglio se all’aria aperta, permette un maggior numero di guarigioni rispetto a persone con la stessa patologia allo stesso stadio ma sedentari.

Anche cibo vuol dire salute e benessere: come ci si deve comportare a tavola per prevenire i tumori? E dopo un percorso di cura della malattia quali sono le raccomandazioni?

L’alimentazione è momento essenziale della nostra esistenza sia dal punto di vista fisiologico (per ricavare energia per le nostre azioni quotidiane abbiamo assoluta necessità di  introdurre cibo vario e nutriente) sia psicologico (una buona alimentazione rende resistenti alle fatiche e più ottimisti nella programmazione dell’esistenza) che sociale (soprattutto noi italiani ci incontriamo a tavola per scambiare idee, esperienze, per aprirci agli altri). Deve invece essere superato il concetto che mangiare molto o addirittura smodatamente sia foriero di salute. Non ci sono studi che supportino l’utilità di diete ipercaloriche, di quantità smodate di alimenti e di bevute eccessive di alcolici. Dunque quanto già detto: evitare cibi ipercalorici, con eccesso di zuccheri e di grassi, esagerare con le carni rosse e gli insaccati sono buone norme sia per le persone che abbiano avuto o stiano vivendo problemi oncologici, sia per tutte le persone che non hanno avuto tale esperienza. Ribadisco: poche calorie, pochi grassi animali, pochi zuccheri, uso limitato di carni rosse o insaccati, un bicchiere di vino (125 millilitri) a pasto, dieta ricca di verdure e frutta, alzarsi da tavola non sazi e gonfi ma con una punta di appetito  di riserva.

La prevenzione primaria è importante fin da piccoli: cosa consiglia alle mamme per intraprendere al meglio il percorso di salute dei loro bambini?

Evitare che i bambini divengano pigri e obesi. Attenzione ai fuori pasto. Attenzione  agli zuccheri. Favorire il movimento e non utilizzare  sempre l’auto. Cancellare l’idea che grasso voglia dire bello e in buona salute.Ridurre al minimo le merendine.

Infine, quali sono i nuovi progetti che la vedono coinvolta in particolare sul territorio dell’Asl di Torino e nell’ambito della Rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta?

La Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta sta portando avanti da anni un progetto educazionale a 360 gradi sull’alimentazione e sugli stili di vita. Si va da gruppi di auto aiuto dove si impara a cucinare senza grassi, in modo sobrio ma egualmente gustoso, unendo il divertimento dello stare insieme alla gioia di cucinare in modo sano, ai gruppi che facilitano il movimento dolcema costantecon lunghe passeggiate all’aria libera, in posti paesaggisticamente o artisticamente interessanti, a conferenze sulla buona dieta, alla produzione di opuscoli, alla riproduzione delle norme dell’OMS sui buoni stili di vita. Lo slogan attualmente più in auge presso la Rete è “Con una buona cura si può prolungare una vita. Con una adeguata prevenzione si può salvare la vita”.

 

Liliana Carbone per “Nuova Speranza”, anno 2020, n. 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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