Dove stiamo andando con la terapia delle leucemie?

Le leucemie sono tumori del sangue. Sono un gruppo molto eterogeneo di malattie. Ci sono leucemie che colpiscono prevalentemente l’età pediatrica, come la leucemia linfoblastica acuta (ogni anno in Italia si registrano circa 1.000 casi) e in cui le attuali terapie consentono una sopravvivenza a lungo termine (di fatto una guarigione) in oltre l’85% dei casi.

Altre leucemie, come le leucemie mieloide acute (2.000 casi circa si registrano ogni anno in Italia) sono molto più frequenti negli adulti e negli anziani e la loro sopravvivenza dipende dal sottotipo: in alcuni casi le nuove terapie permettono una sopravvivenza in circa il 90% dei casi, in altri, soprattutto negli anziani, la sopravvivenza purtroppo è ancora molto minore.

Nel 2020 sono attese circa 8.000 nuove diagnosi di leucemie(maschi 4.700, femmine 3.200) mentre sono 85.000 le persone viventi in Italia dopo una diagnosi di leucemia (maschi 45.900, femmine 39.100). Sono stimati 6.400 decessi (maschi 3.600, femmine 2.800).

Per quanto riguarda la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è del 48% nei maschi e del 47% nelle femmine, la sopravvivenza di ulteriori 5 anni condizionata ad aver superato il primo anno dopo la diagnosi è del 67% nei maschi e del 66% nelle femmine.

«Nel corso degli ultimi anni si sono sviluppate molte nuove terapie che sono spesso usate in alternativa o in combinazione con la tradizionale chemioterapia e che hanno in molti casi contribuito in maniera sostanziale a migliorare la sopravvivenza – spiega il Professor Giuseppe Saglio-. Lo stesso si è verificato nelle settore delle leucemie croniche, sia linfatiche che mieloidi, e nei cosiddetti disordini mieloproliferativi cronici. Tutti questi punti e altri ancora saranno toccati e sviluppati nel corso del webinar».

Il video dell’intervista completa con il Professor Giuseppe Saglio.

Potrebbero interessarti anche

logo-Prevenzione