I tumori della testa e del collo sono in crescita tra i giovani. La prevenzione: smettere di fumare e di bere alcolici. E contro il Papillomavirus vaccinazione e sesso protetto

I tumori della testa e del collo sono in crescita nella popolazione generale e specialmente tra i giovani a seguito della probabile connessione tra Papillomavirus e tumori testa-collo. La prevenzione è l’unica arma per ridurre le probabilità di svilupparli: smettere di fumare e di bere alcolici, e contro il Papillomavirus vaccinazione e sesso protetto.

Questi tumori hanno origine nella regione della testa o del collo, ad eccezione di occhi, cervello, orecchie ed esofago, di solito interessano le superfici di rivestimento come la mucosa di bocca, naso e gola. In Italia ogni anno si registrano più di 9.000 nuovi casidi tumori del cavo orale e della faringe, di cuipiù del 75% negli uomini, e poco meno, circa 5.500, di tumori della laringe. In Piemontei casi ogni anni sono 600-650. Circa 8 tumori su 10 sono correlati al fumo di sigaretta e al consumo di alcolici. Altri fattori di rischio sono rappresentati dalla cattiva igiene orale e dall’insufficiente consumo di frutta e verdura.

I sintomi più comuni 
sono bruciore o dolore alla lingua, ulcere in bocca che non guariscono e/o aree bianche o rosse in bocca, dolore alla gola, raucedine persistente, deglutizione fastidiosa o dolente, un nodulo (ghiandola) o tumefazioni del collo, naso chiuso da un lato e/o perdita di sangue dal naso. Altri sintomi possono includere: difficoltà o dolore durante la masticazione o la deglutizione, una sensazione di corpo estraneo in gola, sanguinamento insolito o senso di intorpidimento in bocca, perdita dei denti per nessun motivo apparente, difficoltà di articolazione della mandibola, problemi di linguaggio, perdita di peso, alito sgradevole (alitosi), odore sgradevole nel naso, difficoltà respiratorie importanti.

Nonostante la gravità e la crescente diffusione del cancro della testa e del collo, c’è poca consapevolezza e i dati lo dimostrano: purtroppo 9 volte su 10, la malattia è individuata in fase avanzata e questo, oltre a peggiorare drammaticamente la prognosi, comporta interventi chirurgici fortemente invasivi. E poi i risultati di cura sono ancora insoddisfacenti: il 60% delle persone con un tumore della testa e del collo presentano malattia localmente avanzata al momento della diagnosi, e di questi il 60% non sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. Tuttavia, per i pazienti con una diagnosi nelle prime fasi della malattia il tasso di sopravvivenza è dell’80-90%. «L’intervento precoce, che offre maggiori possibilità di ricorso a una chirurgia meno invasiva, consente di preservare la funzionalità della parte colpita dal tumore. Fondamentale è l’approccio multidisciplinare che contribuisce a migliorare la prognosi e la qualità di vita» spiega Giovanni Succo, direttore della Chirurgia Oncologica cervico cefalica dell’Istituto dei Tumori di Candiolo.

Purtroppo l’età di insorgenza di questi tumori si sta modificando: nonostante il 24% circa dei nuovi casi di tumore testa-collo venga diagnosticato in pazienti di età superiore ai 70 anni, si è riscontrato un recente aumento tra le persone più giovani, dovuta probabilmente alla connessione tra Human Papillomavirus (HPV)e tumori testa-collo. «Prevenire significa seguire delle regole ed essere informati correttamente. Ha un ruolo decisivo la campagna di sensibilizzazione e di informazione europea “Make sense Campaign“»prosegue l’esperto(info: https://makesensecampaign.eu/it/)

Le regole da osservare sono: smettere di fumare e di consumare alcol o quanto meno ridurli, avere una buona igiene orale, seguire una alimentazione corretta e bilanciatae recarsi dallospecialistadopo 3 settimane di presenza di sintomi sospetti. «Dal momento che le infezioni da Papillomavirus sono in aumento tra i giovani, consiglio loro di evitare per quanto possibile i partner occasionali, di ridurre il numero dei partner e di avere una attività sessuale protetta. La prevenzione dell’infezione è possibile attraverso la vaccinazione che è consigliata ai ragazzi prima della pubertà ed in ogni caso prima dell’inizio della attività sessuale» conclude il Professor Succo.

Articolo a cura della Redazione dell’associazione Prevenzione Tumori

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