La prevenzione è una alleata anche dopo i 65 anni

Qual è il segreto per invecchiare bene e in salute? Questo capitolo è dedicato ai nostri anziani che, molto spesso, sono alle prese con malattie multifattoriali e complesse che vanno ad intaccare la stagione della “terza età”. L’Oncologa Rosella Spadi del COES – Centro Oncologico Ematologico Subalpino della Città della Salute e della Scienza di Torino e Segretaria regionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) spiega il ruolo importante della prevenzione anche dopo i 65 anni. 

Dottoressa, la prevenzione dei tumori è importante a tutte le età?

Assolutamente sì! Dobbiamo infatti considerare che il rischio reale di ciascuna persona di ammalarsi è dovuto ad una combinazione di elementi (multifattorialità del cancro), alcuni immodificabili, come età, sesso, patrimonio genetico, mentre altri sono assolutamente modificabili e prevenibili, ad esempio l’abitudine al fumo oppure l’obesità.  In questo senso AIOM è impegnata, in collaborazione con Fondazione AIOM e Federanziani nel progetto nazionale “Cancro, la prevenzione non si ferma dopo i 65 anni”, con l’obiettivo di coinvolgere le famiglie ma anche i Centri anziani nel promuovere una maggiore informazione sulla prevenzione oncologica della “terza età”.

In che cosa consiste la prevenzione dopo i 65anni?

Anche dopo i 65 anni possiamo fare prevenzione a 360 gradi! Per prevenzione va intesa quella primaria, secondaria e terziaria.

Ci spieghi.

Lo scopo della prevenzione primaria è ridurre l’incidenza delle neoplasie modificando i fattori di rischio, quindi giocare d’anticipo prima che la malattia insorga, ovvero adottando abitudini salutari, in particolare evitando il fumo, avendo un’alimentazione corretta, limitando il consumo di alcole svolgendo attività fisica regolare. Queste raccomandazioni, compatibilmente con la condizione fisica della persona, sono valide anche per chi ha superato la malattia perché riducono l’insorgenza di recidive (prevenzione terziaria). La prevenzione secondaria è la diagnosi precoce, ad esempio l’adesione alle campagne di screening, tuttavia, spesso gli anziani non beneficiano dei programmi di screening per come sono concepiti ora. In questi anni AIOM si sta operando per ampliare l’età delle persone sottoposte a screening, sia anticipando l’età di adesione sia posticipandone l’uscita, al fine di includere una popolazione sempre più ampia.

Come stanno i nostri anziani?

L’Italia è uno tra i paesi più longevi al mondo. Una patologia come il cancro, che colpisce a tutte le età, ha negli over 65 un impatto maggiore legato alle comorbilità (coesistenza di più patologie diverse nella stessa persona), alle condizioni sociali e alle difficoltà di accedere ad alcune terapie. Ogni giorno in Italia si registrano più di 500 nuove diagnosi di cancro negli anziani e circa il 50% dei tumori insorgono in soggetti con età superiore ai 70 anni. Con l’avanzare dell’età, nei pazienti anziani si rileva un accumulo di fattori cancerogeni nell’organismo e contestualmente una ridotta capacità di difesa e dei meccanismi di riparazione. Negli ultimi anni l’aspettativadi vita si è molto allungata, ecco perché diventa indispensabile correggere i propri stili di vita e fare prevenzione: un sessantacinquenne ha davanti a sé, potenzialmente, ancora un ventennio. Una diagnosi precoce può fare la differenza! Ma c’è di più.

Cos’altro?

Molto spesso gli anziani arrivano ad una diagnosi troppo tardi sia per l’assenza di programmi di screening in questa fascia d’età sia perché spesso vengono ignorate le regole della prevenzione. Bisogna ricordare che dai dati italiani sette over 70 su 10 scoprono la malattia in fase avanzata, quando le terapie sono meno efficaci.

Quanto vengono seguiti i corretti stili di vita?

Tendenzialmente gli anziani tendono ad ignorare le regole della prevenzione: la sedentarietà, l’eccesso ponderale e il fumo sono molto diffusi e aumentano il rischio di sviluppare una neoplasia. Circa il 57% degli over 65 è in sovrappeso oppure è obeso, il 10% fuma, il 48,7% ha una vita sedentaria, solo il 10,3% degli over 65 pratica regolare attività fisica e soltanto l’11,3% consuma 5 o più porzioni di frutta o verdura al giorno. La regione Piemonte non fa eccezione!

Quali sono le regole per stare in forma anche dopo i 65anni?

Sicuramente le regole per stare in forma, a tutte le età, quindi non solo nella popolazione anziana, sono sintetizzate dalle 12 raccomandazioni del Codice Europeo contro il cancro. Si stima che in Europa quasi la metà dei decessi per cancro potrebbe essere evitata se venissero messi in atto questi suggerimenti, molti dei quali permetterebbero di ridurre anche l’impatto di diverse malattie cronico-degenerative.

Invece, quali sono i trattamenti che necessita l’anziano colpito da tumore?

In Italia solo il 37% degli anziani è vivo a 5 anni dalla diagnosi a causa di uno stile di vita scorretto e ad un minore accesso a screening preventivi. A causa della frequente esclusione dagli studi clinici, i miglioramenti ottenuti in oncologia negli ultimi decenni hanno riguardato solo in parte questa popolazione. E’ fondamentale sempre tenere presente che il maggiore impatto delle neoplasie nei pazienti over 65 è spesso legato alla presenza di comorbilità e trattamenti polifarmacologici concomitanti, condizioni sociali e difficoltà ad effettuare o ad accedere agli screening. Fino a qualche anno fa il trattamento del paziente anziano era piuttosto empirico e basato sull’esperienza clinica e sul “buon senso” del medico oncologo. Non avendo a disposizione studi ad hoc e mutuando i dati solo da analisi di sottogruppo, tenuto conto delle comorbilità, l’oncologo adattava la schedula al paziente anziano con consistente rischio di sotto trattamento oppure di over trattamento. Di fronte ad un paziente anziano abbiamo la possibilità di impattare positivamente sia sulla qualità che sulla quantità della vita, ma a patto di calibrare le terapie con gli aspetti sociali, psicologici e fisici del paziente. Oggi abbiamo un’importante risorsa: la valutazione geriatrica multidimensionale che suddivide i pazienti anziani in “pazienti fit” (possono beneficiare dello stesso trattamento previsto per il giovane adulto), “vulnerabili” (con necessità di adeguare la schedula terapeutica riducendo la dose dei farmaci o modulandoli sulla base della funzionalità d’organo) e “pazienti fragili”, per i quali non è indicata alcuna terapia oncologica ma l’attivazione precoce della migliore cura di supporto. Uno strumento rapido e semplice per la valutazione multidimensionale è il G8 score che nella nostre Regione viene valutato alla visita presso il CAS.

Sul fronte dei farmaci innovativi quali sono le novità?

Oggi l’età non sembra più rappresentare un limite assoluto al trattamento dei pazienti anziani, quindi anche l’accesso alle terapie biologiche e ai farmaci immunoterapici che si stanno affacciando sul panorama recente dell’oncologia non sono più condizionati dall’anagrafica, fortunatamente. Le cure funzionano bene anche nei pazienti anziani, fondamentale è la selezione del paziente sulla base delle fragilità fisiche, sociali, psicologiche.

 Le 12 raccomandazioni del Codice Europeo contro il cancro

  1. Non fumare. Non usare tabacco in alcuna forma. Il fumo di tabacco è il principiale fattore di rischio per il cancro dei polmoni (70% dei decessi),dell’esofago, della laringe, della bocca, della gola, dei reni, della vescica, del pancreas e dello stomaco. Il fumo di tabacco contiene oltre 4mila sostanze nocive; i prodotti di scarto del fumo riducono le difese immunitarie e i sistemi di “pulizia” dell’apparato respiratorio.
  2. Rendi la tua casa libera dal fumo. Il fumo è dannoso anche per le persone esposte passivamente.
  1. Tieni il tuo peso sotto controllo. L’obesità è un fattore di rischio per l’insorgenza delle neoplasie del tratto gastroenterico, della mammella, dell’endometrio e dei reni.L’eccesso di grasso corporeo causa infiammazione cronica, altera il metabolismo e influenza la produzione di alcuni fattori di crescita e di ormoni che possono favorire lo sviluppo delle cellule tumorali.
  1. Sii attivo nella vita quotidiana. L’attività fisica praticata regolarmente porta numerosi benefici, aumentando il benessere psicofisico e svolgendo un ruolo di primaria importanza nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative. L’esercizio fisico, infatti, incrementando la richiesta tissutale di ossigeno migliora la circolazione, migliora la tolleranza al glucosio (riducendo così anche il rischio di diabete), riequilibrando i livelli di glucosio, insulina, fattori dell’infiammazione e sistema immunitario, riduce i livelli di ansia e stress, riduce il rischio di fratture patologiche e osteoporosi e… fa dimagrire!
  1. Mantieni una sana alimentazione. Anche se non possiamo affermare che esista una “dieta anticancro” in senso stretto, all’alimentazione sono legati molti tipi di neoplasia. I regimi alimentari altamente calorici ricchi di grassi animali aumentano il rischio di cancro del colon-retto, della mammella, della prostata, dell’endometrio. Al contrario elevati consumi di frutta e verdura hanno un ruolo protettivo per alcune neoplasie (stomaco, cervice uterina, laringe, colon-retto).
  1. Se bevi alcolici limitane il consumo. Per prevenire il cancro è meglio non consumare alcol, che rappresenta un fattore di rischio per molte neoplasie (cavo orale, faringe, laringe, tratto gastroenterico, mammella). Il rischio di insorgenza di cancro aumenta sensibilmente sel’eccessivo consumo è associato anche al fumo.
  1. Evita le scottature solari. Usa protezioni ed evita le lampade e i lettini abbronzanti. Una sovraesposizione ai raggi solari e airaggi UV è causa dei principali tipi di cancro alla pelle.
  1. Segui le istruzioni di sicurezza sul posto di lavoro per limitare l’esposizione ad agenti cancerogeni.
  1. Valuta il livello di radiazioni naturali di radon a cui sei esposto ed eventualmente adoperati per ridurne il livello.
  1. Per le donne: l’allattamento al seno riduce il rischio di cancro alla mammella, se possibile allatta il tuo bambino. Le terapie ormonali sostitutive aumentano il rischio di alcuni tumori, dove è possibile limitane l’uso.
  1. Fai vaccinare i tuoi figli per Epatite B e  HPV-Papilloma virus.
  1. Partecipa agli screening organizzati: quelli attualmente disponibili sono per il cancro del colon retto, mammella, cervice uterina.

   Di Liliana Carbone per “Nuova Speranza“, il magazine dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus

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