Seguiamo corretti stili di vita per vivere più sani!

Perché è importante la prevenzione primaria? Perché ci consente di vivere bene e più a lungo, salva la vita impedendo l’insorgenza di una malattia o ritardandone l’evoluzione ed evita anche la sofferenza e l’utilizzo di farmaci spesso debilitanti.
La prevenzione primaria consiste nell’individuazione dei fattori di rischio che possono generare l’insorgenza della malattia e nella loro riduzione o eliminazione. Questo tipo di prevenzione si attua attraverso l’educazione sanitaria e una corretta informazione. Ecco quindi L’IMPORTANZA DEI CORRETTI STILI DI VITA.

Nutrizione e salute
Una nutrizione corretta costituisce un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche.
Una dieta bilanciata agisce come strategia preventiva efficace. Al tempo stesso, particolare attenzione deve essere posta a soddisfare il fabbisogno giornaliero di determinati microelementi la cui carenza può indurre o favorire lo sviluppo di patologie diverse.
In caso di deficit di questi elementi, o in determinate condizioni fisiologiche, l’organismo può trarre beneficio dall’introduzione di specifici integratori alimentari, come acido folico, iodio, sali minerali, vitamine, aminoacidi e proteine, erbe e derivati, fibre.

Attività fisica
L’evidenza scientifica parla chiaro: svolgere una regolare attività fisica favorisce uno stile di vita sano, con notevoli benefici sulla salute generale della persona.
Ad ogni età, una regolare attività fisica, anche moderata, contribuisce a migliorare la qualità della vita in quanto influisce positivamente sia sullo stato di salute (aiutando a prevenire e ad alleviare molte delle patologie croniche) sia sul grado di soddisfazione personale (contribuendo a sviluppare dei rapporti sociali e aiutando il benessere psichico).
L’esercizio fisico, infatti, riduce la pressione arteriosa, controlla il livello di glicemia, modula positivamente il colesterolo nel sangue, aiuta a prevenire le malattie metaboliche, cardiovascolari, neoplastiche, le artrosi e riduce il tessuto adiposo in eccesso. In più, riduce i sintomi di ansia, stress, depressione e solitudine e comporta benefici evidenti per l’apparato muscolare e scheletrico.

Le raccomandazioni internazionali
Anche se l’intensità e le diverse forme di esercizio fisico possono variare tra le singole persone, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le ‘Global recommendations on Physical activity for Health’, in cui definisce i livelli di attività fisica raccomandata per la salute, distinguendo tre gruppi di età:

BAMBINI E RAGAZZI (5-17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive.
Un’adeguata quota di attività fisica nell’adolescenza migliora il sistema cardiovascolare e muscolare, lo sviluppo osseo e il controllo del peso corporeo, con benefici che persistono nel corso dell’età adulta.
Oltre agli effetti benefici generali sulla salute, l’attività fisica aiuta l’apprendimento, rappresenta una valvola di sfogo alla vivacità tipica della giovane età, stimola la socializzazione e abitua alla gestione dei diversi impegni quotidiani.

ADULTI (18-64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 minuti di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) in sessioni di almeno 10 minuti per volta, con rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana.

ANZIANI (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute.
Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.
Per gli anziani, l’evidence dimostra che svolgere attività sportive aiuta a invecchiare bene, aumenta la resistenza dell’organismo, rallenta l’involuzione dell’apparato muscolare, scheletrico e cardiovascolare e ne traggono giovamento anche le capacità psico-intellettuali.

Queste raccomandazioni (fonte: Epicentro) vanno intese come un limite minimo e chi riesce a superarli ottiene ulteriori benefici per la propria salute. Ma se si parte da una generale condizione di sedentarietà non bisogna scoraggiarsi: cercando di sfruttare ogni momento della giornata si può cominciare ad essere fisicamente attivi e raggiungere più facilmente i livelli raccomandati.
Tuttavia, a qualsiasi età, prima di intraprendere un’attività fisica costante, è comunque fondamentale il consiglio e il parere del medico sulla propria condizione personale: per una conferma dell’assenza di particolari controindicazioni, oltre che per un suggerimento sul tipo e sull’intensità dell’attività che si può intraprendere.

• Obesità come fattore di rischio
Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche. Un problema particolarmente grave è quello dell’insorgenza dell’obesità tra bambini e adolescenti, esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico. Chi è obeso in età infantile lo è spesso anche da adulto: aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto) e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia.

• Smettere di fumare
La dipendenza alla nicotina contenuta nelle sigarette costituisce l’ostacolo principale per smettere di fumare, tuttavia giocano un ruolo importante anche fattori di natura psicologica e sociale. Per questo motivo non esiste un metodo valido per tutti.
Il periodo in cui buona parte dei fumatori accende la prima sigaretta è l’adolescenza, quando si prova per la prima volta per “sentirsi più grandi”, spesso sotto l’influenza dei compagni. Sono quindi fondamentali gli interventi educativi che coinvolgano scuola e famiglia, luoghi privilegiati e più competenti per iniziare a educare alla salute e, nello specifico, a prevenire l’abitudine al fumo.

• Abuso di alcol
Responsabile della morte di 3,3 milioni di persone ogni anno, l’abuso di alcol è correlato ad oltre 60 patologie e produce danni al bevitore, alle famiglie e al contesto sociale allargato, perché può indurre comportamenti violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e sulla strada. Complessivamente, il 5,1% del carico globale di malattia e incidenti è attribuibile all’alcol. Nella fascia di età 20-39 anni, il 25% dei decessi è legato a problemi alcol-correlati.

Sebbene il consumo di un bicchiere di vino a tavola, contestualmente ai pasti, sia nel nostro Paese generalmente considerato parte integrante dell’alimentazione e della vita sociale, negli ultimi anni si è assistito a un cambiamento delle abitudini di consumo alcolico che ha portato alla diffusione di comportamenti a rischio come il bere lontano dai pasti o l’assunzione di grandi quantità di alcol in un arco di tempo ristretto, vale a dire il binge drinking, il consumo di oltre 6 bicchieri di bevande alcoliche concentrato in un’unica occasione di consumo. Sono diverse le sue cause, tra cui una certa ‘internazionalizzazione’ dei consumi, una forte spinta commerciale (sostenuta da modalità pervasive) e forti investimenti relativi al marketing delle pubblicità di alcolici.

• Comportamenti sessuali a rischio
Il fattore di rischio principale per contrarre un’infezione sessualmente trasmessa, come il Papillomavirus, è senza dubbio un rapporto sessuale non protetto da preservativo con uno o più partner. Quindi, gli altri comportamenti a rischio sono: avere (o avere avuto) molti partner sessuali, avere un partner che ha (o ha avuto) molti partner sessuali, avere un’età molto giovane al primo rapporto sessuale, non essere mentalmente lucidi quando si intende avere un rapporto sessuale (magari per l’uso di alcol e/o sostanze).
È possibile evitare di contrarre le infezioni sessualmente trasmesse seguendo delle regole semplici ma efficaci chiamate le “Regole del sesso sicuro”.

 

Liliana Carbone per “Nuova Speranza”, 2020 n. 1

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