Trasformiamo in progetti concreti le 12 regole del Codice Europeo contro il cancro

A quanto pare c’è ancora molto da fare sul piano della cultura della prevenzione primaria. Se da una parte sono i numeri a dirlo, nero su bianco, dall’altra è la stessa popolazione che, nonostante i proclami “fare prevenzione è importante!”, adotta stili di vita ancora troppo lontani dal modello ideale raccomandato dagli esperti.
Secondo il Dottor Oscar Bertetto, oncologo, Direttore della Rete Oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta e Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Prevenzione Tumori è necessario continuare a fare informazione ad ogni livello di istruzione e nella popolazione adulta, avvalendosi di informazione scientificamente comprovate.

Perché? Che cosa ci dicono i dati e i comportamenti dei piemontesi?
Dai dati della sorveglianza PASSI (2015-2018) emerge che il 24% dei residenti del Piemonte fra i 18 e i 69 anni è fumatore, il 19% un ex fumatore. Si stimano pertanto quasi 700 mila fumatori fra gli adulti del Piemonte. Non meglio negli adolescenti… il 61% degli studenti della regione Piemonte ha provato, almeno una volta nella vita, a fumare e il 23% ha fumato quotidianamente almeno una sigaretta nell’ultimo anno. Il fumare almeno una sigaretta al giorno, che ha riguardato il 24% della popolazione studentesca maschile e il 22% di quella femminile, aumenta con l’età, raggiungendo il 37% tra i 19enni e il 36% tra le 19enni. Il fumo di tabacco è un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie oncologiche, ma anche di malattie coronariche e respiratorie, ictus e vasculopatie periferiche. Tale abitudine ha anche conseguenze sulla salute delle persone esposte passivamente al fumo.

Per quanto riguarda invece sovrappeso ed obesità?
Più di una persona su 3 (37,5%) è in eccesso di peso, ed in particolare gli uomini (46%). Il 36% delle persone in sovrappeso conduce uno stile di vita sedentario. Solo il 12% dei piemontesi consuma le 5 porzioni al giorno raccomandate di frutta e verdura, necessarie per proteggere da molte malattie croniche grazie all’apporto di preziosi nutrienti e sostanze protettive antiossidanti. Senza dubbio dobbiamo impegnarci per migliorare questa situazione, il che significa modificare le nostre scelte di vita per renderle il più salutari possibili.

Viene da pensare che i piemontesi non sono proprio osservatori modello dei corretti stili di vita…
Al momento direi che l’abitudine ad osservare corretti stili di vita risulta mediocre, persiste l’abuso di alcol e fumo più accentuate nelle vallate alpine, la sedentarietà e l’alimentazione scorretta sono diffuse con conseguente aumento dell’obesità fin dall’infanzia.

Da 1 a 10 che voto darebbe ai piemontesi?
6.

Su che cosa bisognerebbe ancora insistere, oppure su cosa si potrebbe fare leva per affermare ulteriormente tra le persone la cultura della prevenzione primaria fin da piccoli?
E’ necessario continuare a fare informazione ad ogni livello di istruzione e nella popolazione adulta avvalendosi di informazione scientificamente comprovate. Il “Codice Europeo contro il cancro” consiste in 12 regole raccolte, su iniziativa della Commissione europea, per informare i cittadini sulle azioni che ciascuno può intraprendere nella propria vita quotidiana per diminuire il rischio di sviluppare un tumore. Queste norme, che hanno negli stili di vita il loro fulcro, possono influenzare sia la vita di chi le mette in atto sia quella di chi gli sta vicino: a seconda degli studi si stima che tra il 30% ed il 50% dei tumori in Europa potrebbe essere evitato se tutti seguissero i comportamenti suggeriti dal Codice.

Ci sono progetti futuri in questo senso?
Attraverso l’opera dell’Associazione Prevenzione Tumori sono convinto che si possano rilanciare le 12 regole del “Codice Europeo contro il cancro” e capire come declinare ognuna di queste regole in attività concrete che coinvolgano tutta la popolazione piemontese. Nell’ambito delle 12 raccomandazioni sarebbe importante rilanciare i programmi di vaccinazione contro l’epatite B (per i neonati) e, tra le donne, l’allattamento al seno in quanto riduce il rischio di cancro per la madre, e limitare l’uso della terapia ormonale sostitutiva (TOS) poiché aumenta il rischio di alcuni tipi di cancro.

E nell’ambito scolastico?
Sono attivi interventi educativi che possano sensibilizzare i giovani a correggere i comportamenti scorretti.

Parliamo allora di comportamenti corretti: in che cosa consiste la prevenzione primaria?
Per prevenzione primaria si intendono gli interventi mirati a ridurre l’incidenza dei tumori. Si individuano i fattori di rischio e si promuovono le azioni per ridurre l’esposizione ai loro effetti negativi. Ci sono abitudini scorrette da evitare quali il fumo di sigaretta o le eccessive esposizioni ai raggi solari oppure inquinanti ambientali o sui luoghi di lavoro che devono essere ridotti entro determinati parametri. Costituiscono atti di prevenzione primaria tutte le azioni formative, organizzative, comunicative, correttive capaci di intervenire su tali fattori.

Quando si è cominciato a parlare di corretti stili di vita nel nostro Paese? E nella nostra regione?
Da molti anni si conoscono alcuni di questi fattori e si sono avviate iniziative in merito. Per quanto riguarda in particolare gli stili di vita legati ad una scorretta alimentazione, l’intervento del ‘World Cancer Research Fund’, che dall’inizio degli anni 2000 ha promosso la stesura di un rapporto periodico su alimentazione e tumori redatto da ricercatori ed epidemiologi provenienti da centri di ricerca tra i più prestigiosi al mondo, ha stimolato l’attenzione di numerosi clinici su questo tema (www.dietandcancerreport.org). Nel 2013 la Rete Oncologica ha elaborato un progetto teso a modificare gli stili di vita nel pazienti in corso di follow up per tumori del colon-retto e della mammella con interventi nei confronti di un’alimentazione scorretta e della sedentarietà. E’ in corso anche un progetto di promozione dell’attività fisica adattata.

Dunque un’attenta osservazione di corretti stili di vita fa bene alla salute!
Una sana alimentazione e uno stile di vita sano sono due fattori fondamentali per essere in uno stato di salute e prevenire molte malattie (cardiopatie ischemiche, ictus, ipertensione, diabete mellito). Inoltre è ampiamente dimostrato che le persone possono ridurre il loro rischio di tumore adottando abitudini alimentari sane e praticando attività fisica. Le persone che seguono uno stile di vita sano hanno un rischio stimato di ammalarsi di tumore inferiore del 18% rispetto a quelle con uno stile di vita e un peso corporeo non adeguati. L’adozione di uno stile di vita corretto porta quindi con sé la possibilità di evitare o ritardare l’insorgenza di numerose patologie.

LE 12 REGOLE DEL CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO

Il “Codice Europeo contro il cancro” interessa le azioni che i singoli cittadini possono adottare per contribuire alla prevenzione del cancro che per essere efficace richiede che queste azioni individuali siano sostenute dalle politiche e dagli interventi dei governi (info: http://cancer-code- europe.iarc.fr). Ecco i 12 modi per ridurre il rischio di cancro.

1. Non fumare. Non consumare nessuna forma di tabacco.

2. Rendi la tua casa libera dal fumo. Sostieni le politiche che promuovono un ambiente libero dal fumo sul tuo posto di lavoro.

3. Attivati per mantenere un peso sano.

4. Svolgi attività fisica ogni giorno. Limita il tempo che trascorri seduto.

5. Segui una dieta sana:
• consuma molti e vari cereali integrali, legumi, frutta e verdura.
• limita i cibi ad elevato contenuto calorico (alimenti ricchi di zuccheri o grassi) ed evita le bevande zuccherate.
• evita le carni conservate; limita il consumo di carni rosse e di alimenti ad elevato contenuto di sale.

6. Se bevi alcolici di qualsiasi tipo, limitane il consumo. Per prevenire il cancro è meglio evitare di bere alcolici.

7. Evita un’eccessiva esposizione al sole, soprattutto per i bambini. Usa protezioni solari. Non usare lettini abbronzanti.

8. Osserva scrupolosamente le istruzioni in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro per proteggerti dall’esposizione ad agenti cancerogeni noti.

9. Accerta di non essere esposto a concentrazioni naturalmente elevate di radon. Fai in modo di ridurre i livelli elevati di radon (cambiando l’aria degli ambienti in cui vivi).

10. Per le donne:
• L’allattamento al seno riduce il rischio di cancro per la madre. Se puoi, allatta il tuo bambino.
• La terapia ormonale sostitutiva (TOS) aumenta il rischio di alcuni tipi di cancro. Limita l’uso della TOS.

11. Assicurati che i tuoi figli partecipino ai programmi di vaccinazione contro:
• l’epatite B (per i neonati)
• il papillomavirus umano (HPV) (per le ragazze).

12. Partecipa a programmi organizzati di screening per il cancro:
• dell’intestino (uomini e donne)
• del seno (donne)
• del collo dell’utero (donne).

 

Liliana Carbone per Nuova Speranza, Anno 2020, n.1

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