Sindrome metabolica, un nemico “silenzioso” che si combatte con attività fisica e dieta bilanciata

Quante persone sono a conoscenza della sindrome metabolica? I soggetti a rischio o in tale condizione potrebbero essere più di quanto si pensi. In molti casi un soggetto affetto da sindrome metabolica non è propriamente malato ma ha un’alta probabilità di diventarlo se non adotta uno stile di vita più sano. Lo spiega il Dottor Andrea Pezzana, Direttore del Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale San Giovanni Bosco e Coordinatore della Rete di Nutrizione Clinica della Regione Piemonte.

Dottore, di che si tratta?

Con il termine “sindrome metabolica” non si fa riferimento a una singola patologia, ma a un insieme di fattori di rischio legati a condizioni che aumentano la possibilità di sviluppare patologie cerebro, cardiovascolari e diabete. Le condizioni che predispongono allo sviluppo della sindrome metabolica sono diverse.

Quali sono?

La presenza di una quantità eccessiva di grasso corporeo specie a livello addominale, il cosiddetto “grasso viscerale”, con variazione del rapporto peso-altezza ma anche legato all’eccessiva circonferenza vita; elevati valori del colesterolo cosiddetto “cat- tivo”, l’LDL, e trigliceridi nel sangue; presenza di ipertensione arteriosa; bassi livelli del colesterolo “buono”, l’HDL; resistenza all’insulina, un ormone che aiuta a regolare la quantità di zucchero presente nell’organismo a livello periferico negli organi bersaglio (fegato, muscolo, tessuto adiposo) con conseguente iperglicemia e, infine, presenza di iperuricemia, ovvero la presenza nel sangue di un’elevata concentrazione plasmatica di acido urico (una sostanza prodotta dall’organismo, la cui concentrazione nel sangue è uno degli indicatori più comuni del buon o meno funzionamento dei reni). Più alto è il numero di condizioni di cui si soffre, maggiore è la probabilità di sviluppare la sindrome metabolica. Inoltre è da sottolineare un altro aspetto.

Quale?

Che il rischio di sviluppare tale sindrome aumenta con il passare degli anni; se si soffre di diabete si è maggiormente predisposti al suo sviluppo; la predisposizione genetica e lo scarso esercizio fisico possono giocare un ruolo di una certa importanza nell’insorgenza della sindrome.

Come si previene?

Il consiglio è svolgere regolarmente attività fisica, anche leggera eseguire una dieta bilanciata che preveda molto consumo di frutta e verdura e una riduzione di cibi e bevande eccessivamente calorici e superalcolici.

Esiste una correlazione tra sindrome metabolica e lo sviluppo dei tumori?

È tale la correlazione provata che la Rete Regionale Oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta da alcuni anni promuove la conoscenza della sindrome metabolica tra gli operatori sanitari di area oncologica e il monitoraggio di questi parametri nei pazienti seguiti in follow up per tumori del colon retto e della mammella.

 

Da “Nuova Speranza”, il magazine dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte Onlus, Maggio, I – 2017

 

 

 

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