Il blog della Prevenzione

Ricerca: ecco come l’urologo individua, precocemente, le forme più pericolose del tumore della prostata

Il tumore della prostata è diventata la neoplasia più frequente negli uomini, tanto che ogni anno sono 36mila i nuovi casi in Italia,
 dei quali 4.800 solo in Piemonte. Chiediamo il perché al Professor Paolo Gontero, Direttore della Clinica Urologica Universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino. E poi scopriamo come l’occhio, sempre più attento della ricerca, è in grado di distinguere precocemente le forme più pericolose di carcinoma. Da questo dipenderà, inevitabilmente, il modo di intervenire sul paziente. Perché il tumore della prostata è diventata la neoplasia più frequente negli uomini? Il principale fattore di rischio

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Tabagismo, una vera dipendenza, non più un semplice “vizio”

Il carcinoma polmonare è al secondo posto, per incidenza, tra le neoplasie maligne maschili (preceduto solo dal tumore della prostata) ma, a causa della sua elevata letalità, è al primo per quanto riguarda la mortalità. Nelle donne europee è la terza neoplasia in ordine di frequenza, mentre è al secondo posto nelle donne statunitensi, nelle quali è anche diventato la prima causa di morte oncologica. Il fumo di sigaretta è senza dubbio il più rilevante fattore di rischio dell’insorgenza. Il Professor Alberto Oliaro, Professore Ordinario di Chirurgia Toracica dell’Università degli Studi di Torino e Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica

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Lotta ai tumori con prevenzione e diagnosi tempestiva

Nelle pagine del nuovo numero di “Nuova Speranza” approfondiamo con i massimi esperti piemontesi i quattro più importanti tumori per incidenza e impatto sulla salute: al polmone, al seno, al colon e alla prostata, per capire perché insorgono, come si possono prevenire e le novità terapeutiche. Negli ultimi tre anni le diagnosi di tumore in Piemonte sono aumentate del 9,8%. Nel 2017 nella Regione sono stati registrati 30.900 nuovi casi (16.200 uomini e 14.700 donne), nel 2015 le stime erano pari a 28.128 (16.100 uomini e 12.028 donne). Una tendenza che rispecchia quella nazionale, con un andamento stabile delle nuove

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Il fumo di tabacco: come uccide e rende dipendenti i fumatori

Il fumo di tabacco è la causa completamente prevenibile di molte malattie: produce 5 milioni di morti all’anno per patologie complesse dei polmoni, del cuore e dei vasi, e per molti tipi di tumore. In Italia, la mortalità attribuibile al fumo di tabacco è dell’ordine del 15% dei 560mila decessi registrati ogni anno, pari a 70mila morti, di cui 40mila per neoplasia polmonare e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), 10mila per altri tumori legati al tabacco; 15mila per malattie cardio-vascolari e 5mila per altre malattie. L’Associazione italiana di oncologia cervico-cefalica (Aiocc) di recente ha portate sulle piazze d’Italia “Tieni la testa sul collo.

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Scottature solari: informazione e prevenzione già nei primi anni di vita per proteggere la pelle dei più piccoli

I bambini italiani sono molto esposti alle radiazioni solari e sono anche poco protetti, secondo quanto riportato da uno studio condotto nei primi anni 2000. I buoni comportamenti, come quello di prendere il sole nelle ore non centrali della giornata e di proteggere la pelle, si imparano fin da piccoli. E’ in arrivo l’estate e le occasioni per restare più tempo fuori casa si moltiplicano: dal mare alla montagna. Ma come è possibile esporsi al sole senza danni? Il Dottor Paolo Broganelli, Dermatologo responsabile della Struttura semplice di Prevenzione dei Tumori cutanei della Città della Salute e della Scienza di

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Tumore della pelle: Torino al primo posto tra le città italiane per numero di melanomi diagnosticati 

Con 13 mila nuovi casi l’anno, e una incidenza più che raddoppiata negli ultimi trenta, il melanoma è uno dei tumori più aggressivi. Il 20% dei casi è riscontrato in soggetti tra 15 e 39 anni. A Torino e provincia i numeri sono allarmanti: oltre 500 nuovi casi di melanoma invasivo diagnosticati ogni anno e altri 900 non invasivi, per un totale di circa 1.400 nuovi casi ogni anno. Torino è la città italiana con il maggior numero di nuovi casi. Mentre l’incidenza è andata progressivamente aumentando, la mortalità si è mantenuta sostanzialmente stabile grazie al maggior numero di diagnosi precoci. Come

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Si può combattere il diabete a tavola, al supermercato e a scuola!

Il diabete mellito sta dilagando in tutto il mondo, per questo la lotta contro questa malattia è una delle emergenze sanitarie identificate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Cresce soprattutto il diabete tipo 2, che rappresenta circa il 90% dei casi in Italia, fortemente legato anche a sovrappeso e obesità, a loro volta riferibili a iperalimentazione e a scarsa attività fisica. Cresce anche il diabete tipo 1, seppure meno in termini assoluti, e compare soprattutto nei bambini, talora piccolissimi, adolescenti o giovani adulti. Si stima che circa 5 milioni di persone in Italia abbianoil diabete, pari ad

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Colesterolo, quando diventa il nemico della nostra salute

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue necessario al nostro organismo, quando però i suoi livelli sono troppo elevati insorge l’ipercolesterolemia, malattia responsabile di problemi cardiovascolari anche molto gravi, come infarto e ictus. Insieme alla Dottoressa Enrica Ciccarelli, responsabile del Servizio di Endocrinologia dell’ospedale Martini di Torino dell’Asl To1, scopriamo il ruolo fondamentale della prevenzione e le novità in campo farmacologico che oggi consentono una migliore qualità della vita dei pazienti.

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Disturbi dell’alimentazione: la prevenzione comincia dalla nascita

Si stima che l’obesità presente nei primi dieci anni di vita esponga il bambino a diventare un adulto obeso nel 75% dei casi. La familiarità ha un ruolo importante: il 25% dei bambini sovrappeso o obesi ha un genitore con problemi di peso; la percentuale sale al 34% se entrambi i genitori sono sovrappeso oppure obesi. Tuttavia una maggiore attenzione della famiglia, sostenuta e incoraggiata dal pediatra, alle abitudini alimentari dei bambini sin dai primissimi mesi di vita può efficacemente contrastare l’eccesso ponderale e tutte le complicanze correlate. Dunque, la prevenzione dell’obesità dovrebbe iniziare più precocemente possibile subito dopo la nascita. Lo spiega

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